il podcast quotidianoMentre a Pechino si premiano gli scrittori di regime, a Hong Kong si arrestano i librai. Due storie parallele sui libri in Cina, tra propaganda e repressione. Ne parliamo con Giulia Pompilidi22 LUG 26Una dipendente della libreria "Have a Nice Stay" di Hong Kong arrestata dalla polizia per la sicurezza nazionale (David Chan/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)Nello stesso giorno, a Pechino si premiano gli scrittori di regime e a Hong Kong si arrestano i librai. Da una parte i Premi Lu Xun, il riconoscimento letterario più prestigioso della Cina. Dall'altra due librerie indipendenti sotto sequestro, cinque persone in manette, decine di scatoloni di libri portati via dalla polizia. Oggi vi raccontiamo come i libri, in Cina, siano tornati a essere il simbolo di due cose opposte: la propaganda e la repressione.Abbiamo citato:Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti