Mercoledì la polizia di Hong Kong ha arrestato cinque persone che lavoravano in due librerie indipendenti, Greenfield Book Store e Have A Nice Stay, accusandole di vendere libri sovversivi che incitano all’odio contro il governo, la magistratura e la polizia locali. Non è la prima volta che succede una cosa del genere a Hong Kong, regione amministrativa speciale cinese che per molto tempo aveva goduto di un certo margine di autonomia e democrazia, ma che da qualche anno è sempre più controllata dal regime cinese e sempre meno libera.

Le librerie indipendenti sono state a lungo un simbolo dell’indipendenza di Hong Kong rispetto al regime cinese e gli attacchi nei loro confronti sono uno degli aspetti più emblematici della progressiva soppressione della libertà di espressione. Fino dieci anni fa erano molte di più. Erano frequentate anche da cittadini cinesi che potevano acquistare libri che in Cina erano vietati, come biografie non autorizzate dei leader del Partito Comunista o libri che ricostruivano eventi storici censurati dal regime.

L’evento più importante nella repressione delle librerie indipendenti fu la scomparsa nel 2015 di cinque uomini legati a una libreria e casa editrice che aveva pubblicato un libro sulla vita privata del presidente Xi Jinping.