Le reti che trasportano l’elettricità si trovano oggi a gestire picchi di produzione e di consumo. La Commissione europea ha proposto tariffe più sensibili alle condizioni di utilizzo delle infrastrutture. Ma non sarà facile applicare la riforma.

Le reti e i picchi di produzione e di consumo

La bolletta elettrica che arriva a un consumatore italiano è la somma di quattro componenti: la componente energia, la tariffa di rete, gli oneri generali di sistema e le tasse.

La tariffa di rete copre i costi relativi alla realizzazione e all’esercizio delle infrastrutture per il trasporto dell’energia elettrica. Nel nostro paese, incidono per circa il 15-20 per cento della bolletta della famiglia tipo, secondo il livello dei consumi e le caratteristiche del contratto di fornitura.

A stabilire le tariffe di rete è l’autorità di regolazione – in Italia, Arera. I costi di trasmissione, relativi alla rete ad alta e altissima tensione gestita da Terna, sono proporzionali ai consumi effettivi (cioè ai kWh fatturati). Quelli di distribuzione e misura, di competenza dei distributori locali, dipendono dalla potenza impegnata (i kW che il sistema deve essere pronto a erogare) e da un canone mensile. Generalmente, non tengono conto di come sono distribuiti i consumi nel corso della giornata. In altre parole, se due clienti consumano la stessa quantità di energia e hanno lo stesso livello di potenza impegnata, le relative componenti della loro bolletta sono identiche, anche se uno utilizza l’energia soprattutto di giorno e l’altro soprattutto di sera o di notte.