Per anni, famiglie e imprese italiane hanno pagato alcune delle bollette più care d’Europa. Una nuova ricerca del think tank ambientalista ECCO aiuta a spiegare il perché: l’elettricità, la fonte più economica e pulita per illuminare e riscaldare un’abitazione, è tassata fino a venti volte più del gas. Una bozza trapelata del nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione della Commissione europea, che sarà presentato il 17 luglio, mostra in che modo Bruxelles intende affrontare il problema. Insieme al piano, che introdurrà un target di elettrificazione entro il 2030, la Commissione proporrà anche nuove regole sulla tassazione delle bollette elettriche nell’UE, con l’obiettivo di rendere davvero conveniente per i consumatori il passaggio all’elettricità. Per l’Italia potrebbe essere un momento decisivo.
La direzione che emerge dalla bozza della Commissione sull’Electrification Action Plan è la riduzione di due terzi della dipendenza dal gas e di dimezzare quella dal petrolio entro il 2040, sostenuta da un tasso di elettrificazione adeguato a questo obiettivo, anche se il numero preciso, per ora, resta da definire. In sintesi, per il settore industriale, la bozza del Piano richiama la necessità di accelerare l’elettrificazione dei processi produttivi, un settore che rappresenta quasi un quarto della domanda energetica dell’UE, ma la cui elettrificazione procede a rilento. In Italia, la quota di elettrificazione industriale si attesta intorno al 39%, superiore alla media europea del 33,3%, ma rimane ferma da oltre un decennio, con la produzione del calore di processo industriale ancora legato per l’85% a fonti fossili. In questo senso, il Piano propone di dare priorità a quei settori già elettrificabili con temperature di processo medio-basse, come il settore alimentare e bevande, tessile, e della carta. Per sostenere questo passaggio, la Commissione propone di rafforzare l’uso delle risorse ETS per la decarbonizzazione industriale, che ad oggi in Italia risultano spese solo al 9% per misure climatiche tracciabili. Per i trasporti si pensa alla revisione della Clean Vehicles Directive per gli appalti pubblici, alla diffusione di schemi di tassazione favorevoli alle flotte aziendali elettriche, principale canale di rinnovo del parco circolante e del mercato dell'usato e all'adozione di programmi di social leasing per le famiglie a reddito medio-basso finanziati con ETS2 e Fondo sociale per il clima. Infine, il settore residenziale: l'obiettivo della Commissione è raddoppiare il tasso di installazione delle pompe di calore al 2030 rispetto al livello del 2025, in linea con la direzione già tracciata da RePowerEU. In che modo? Con un meccanismo che incentivi le vendite di pompe di calore da parte dei produttori entro il 2027; con l'obbligo di acquisto di pompe di calore per gli edifici pubblici nelle regole sugli appalti pubblici; infine, con nuovi strumenti di finanziamento per pacchetti integrati che uniscano pompe di calore, ristrutturazione e adattamento climatico degli edifici.






