Scontri a Bologna tra attivisti e forze dell’ordine dopo il presidio in ricordo di Fakir, morto durante un fermo della polizia al Pilastro. Il Viminale avvia un’istruttoria per verificare il rispetto delle procedure previste da parte del sindaco Matteo Lepore.
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Sul presidio convocato dal Comune di Bologna dopo la morte di Fakir Abderrahim durante un intervento delle forze dell'ordine al Pilastro, sulle modalità con cui è stata gestita la comunicazione alla Questura, il Viminale ha avviato un'istruttoria per verificare il rispetto delle procedure previste da parte del sindaco dem Matteo Lepore e dalla sua amministrazione.
Lunedì 20 luglio migliaia di persone si sono ritrovate in piazza Nettuno. La manifestazione istituzionale si è svolta pacificamente, con la partecipazione dei familiari di Fakir, rappresentanti politici, associazioni e cittadini. Ma in un secondo momento una componente formata da antagonisti e appartenenti a collettivi e centri sociali si è diretta verso la Prefettura e la Questura. A quel punto le strade adiacenti a piazza Maggiore sono state interessate da lanci di pietre, bottiglie, petardi e materiale prelevato dai cantieri. Sono state costruite barricate con biciclette e cassonetti, mentre due automobili sono state incendiate. La polizia ha risposto con cariche, lacrimogeni e idranti e la situazione è degenerata.










