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Giampaolo Chavan

L'atleta risarcita con 800 mila euro. I soldi a un progetto per persone con disabilità: «Subito dopo il parto ce la portarono via senza dirci nulla. Ne parlo perché non succeda più»

«Non appena mia figlia è venuta alla luce, le due ostetriche, l’anestesista e la ginecologa l’hanno presa e portata via per tentare di rianimarla, lasciandoci soli nella sala parto senza alcuna spiegazione per almeno mezz’ora. Poi sono venute a comunicarci che Viola, così avevamo deciso di chiamarla, non c’era più e sono sparite di nuovo senza darci una spiegazione e un po’ di conforto».

L’ex sciatrice di fondo Marina Piller, 41 anni, arrivata 13esima nella gara alle Olimpiadi di Sochi, in Russia, nel 2014, ripercorre i momenti della morte di sua figlia durante il parto all’ospedale di Tolmezzo: era il 10 luglio 2019. Nell’aprile scorso, il tribunale civile di Udine ha condannato l’Azienda sanitaria Friuli centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dell’ex campionessa, di suo marito e dei familiari più stretti, assistiti dall’avvocato Massimiliano Campeis.