L'Asl del Friuli l'ha risarcita con 800 mila euro. La morte forse provocata dallo schiacciamento del cordone ombelicale

L’ex sciatrice di fondo Marina Piller, 41 anni, ha visto morire sua figlia durante il parto all’ospedale di Tolmezzo il 10 luglio 2019. Il tribunale civile di Udine ha condannato l’Azienda sanitaria Friuli centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dell’ex campionessa, di suo marito e dei familiari più stretti, assistiti dall’avvocato Massimiliano Campeis. Secondo i giudici la bimba è morta per i danni da ipossia. Probabilmente provocata dallo schiacciamento del suo cordone ombelicale.

«Non appena mia figlia è venuta alla luce, le due ostetriche, l’anestesista e la ginecologa l’hanno presa e portata via per tentare di rianimarla, lasciandoci soli nella sala parto senza alcuna spiegazione per almeno mezz’ora. Poi sono venute a comunicarci che Viola, così avevamo deciso di chiamarla, non c’era più. E sono sparite di nuovo senza darci una spiegazione e un po’ di conforto», racconta lei oggi al Corriere della Sera. Piller racconta l’inizio delle doglie: «Mi si sono rotte le acque e, una volta arrivata in ospedale a Tolmezzo, è stato effettuato il primo monitoraggio che era perfetto. Fino a quel momento la bimba stava benissimo».