HomeRiminiCronacaTassa di soggiorno, arriva il ’tesoretto’: "A giugno abbiamo incassato 380mila euro"Bilancio del sindaco Filippo Giorgetti dopo il primo mese di applicazione dell’imposta: "Le nostre previsioni sono state rispettate"Uno dei momenti di festa lungo il porto canale; a destra il sindaco Filippo GiorgettiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"A giugno abbiamo incassato 380mila euro dalla tassa di soggiorno, siamo in linea con quanto avevamo previsto". Il sindaco Filippo Giorgetti traccia il primo bilancio dell’imposta turistica, applicata a Bellaria Igea Marina per il secondo anno consecutivo. Nel giugno 2025 erano entrati 396mila euro: circa 16mila in più. "Il lieve calo – spiega il primo cittadino – è legato a una maggiore presenza di persone esenti dalla tassa, come i bambini che non pagano il tributo".
L’imposta viene infatti applicata soltanto ai maggiorenni, per un massimo di sei notti, che diventano dieci nei campeggi. Le tariffe cambiano in base alla struttura: 2,50 euro negli hotel a quattro stelle, 1,50 nei tre stelle, un euro per bed and breakfast e agriturismi, 20 centesimi nelle aree camper. Introdotta nel 2025 – dopo anni di polemiche – resta in vigore da giugno a settembre. L’obiettivo fissato dal Comune per questa stagione è raggiungere 1,6 milioni di euro, dopo il risultato vicino a 1,7 milioni dello scorso anno. "Le risorse – sottolinea Giorgetti – vengono impiegate per eventi, promozione e qualità urbana". Tra le voci indicate dall’amministrazione ci sono "oltre 400mila euro per le manifestazioni, il sostegno a fondazione Verdeblu, le campagne digitali, la promozione sulle smart tv Mediaset, i 240mila euro destinati alla promozione turistica dell’aeroporto di Rimini e il piano per asfalti e parcheggi, salito fino a quasi 600mila euro". Sullo sfondo resta il confronto politico aperto nelle scorse settimane. L’ex assessore all’economia Loretta Scaroni aveva chiesto di estendere la tassa anche nei mesi di sabba stagione: "Se serve a finanziare turismo, eventi e accoglienza, perché rinunciare a una parte del gettito?". Il Pd, invece, aveva insistito soprattutto "sulla destinazione delle entrate", chiedendo che "i progetti fossero riconoscibili e legati in modo diretto all’offerta turistica".







