TREVISO - Alcune sanzioni amministrative, numerose segnalazioni arrivate al 117 e una serie di controlli nei distributori della Marca. È il bilancio degli ultimi mesi sul fronte dei carburanti, segnati da forti oscillazioni dei prezzi e dalla crescente preoccupazione di automobilisti e imprese. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente e il conseguente aumento dei costi alla pompa, le telefonate al numero di pubblica utilità della Guardia di finanza sono cresciute sensibilmente.
Le Fiamme gialle hanno quindi intensificato le verifiche negli impianti della provincia, riscontrando anche in alcuni casi delle irregolarità. Ora che il prezzo del carburante ha ripreso a salire, con il gasolio tornato sopra la soglia dei due euro al litro, sono arrivate nuove segnalazioni e i controlli sono stati nuovamente rafforzati. «Il meccanismo di formazione del prezzo dei carburanti dipende da una filiera complessa e non viene governato a livello locale - spiega il comandante provinciale della Guardia di finanza di Treviso, Daniele La Gioia -. Il nostro compito è verificare che il distributore esponga correttamente i prezzi e che quanto indicato sul tabellone coincida con la cifra effettivamente applicata al momento del rifornimento. Nella grande maggioranza dei casi gli esercenti rispettano le disposizioni. Le irregolarità sono state riscontrate in situazioni isolate e hanno comportato la contestazione delle relative sanzioni amministrative». LA PREOCCUPAZIONE A lanciare l’allarme sulle conseguenze economiche dei rincari è intanto Cna Treviso. Secondo l’associazione, questa settimana il prezzo medio del diesel nella Marca ha raggiunto i 2,077 euro al litro. Un livello che rischia di trasformarsi in una nuova stangata per un territorio nel quale operano più di mille imprese di autotrasporto, oltre a numerose attività artigiane che utilizzano quotidianamente furgoni e mezzi aziendali. «La situazione è diventata insostenibile non soltanto per gli autotrasportatori, ma per tutte le imprese che lavorano spostandosi con mezzi propri, dalle aziende edili e impiantistiche fino alle realtà manifatturiere - afferma il presidente di Cna Treviso, Gianpaolo Stocco -. Il Governo deve intervenire con urgenza per contenere i prezzi, ridurre il peso fiscale sui carburanti e rilanciare il credito d’imposta. Senza un provvedimento straordinario, nei prossimi mesi potremmo assistere a una raffica di chiusure». GASOLIO SPORCO Parallelamente alle verifiche sui prezzi, la Guardia di finanza ha rafforzato la propria presenza negli impianti anche in seguito alle segnalazioni riguardanti il cosiddetto gasolio “sporco”. I controlli sulla qualità dei prodotti immessi in consumo rientrano nell’attività ordinaria delle Fiamme gialle. Nelle ultime due settimane, tuttavia, gli accertamenti mirati sono stati incrementati per fare luce sui guasti e sui problemi segnalati da diversi automobilisti dopo il rifornimento. «Un carburante non conforme può avere conseguenze sulla sicurezza stradale - chiarisce La Gioia -, ma può anche configurare una frode in commercio o nascondere irregolarità fiscali in materia di Iva e accise». I campioni prelevati vengono inviati ai laboratori chimici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le analisi richiedono generalmente dai dieci ai quindici giorni e, per conoscere i primi risultati, sarà quindi necessario attendere ancora. «Contiamo di avere i primi esiti indicativamente entro una settimana - aggiunge il comandante -. Quando avremo i referti, valuteremo se e come procedere».







