"C’è una domanda che dovrebbe interrogare tutti, non solo chi opera nel settore delle costruzioni: chi costruirà l’Italia dei prossimi vent’anni? Da sindacalista che ogni giorno incontra lavoratrici, lavoratori e imprese, vedo una contraddizione evidente. Da una parte le aziende faticano sempre più a trovare personale qualificato, dall’altra continuiamo a raccontare l’edilizia come un settore del passato, fatto solo di fatica e sacrificio. Eppure oggi i cantieri sono luoghi in cui si investe in tecnologie, sostenibilità, digitalizzazione e competenze. È questa l’immagine che dobbiamo restituire ai giovani se vogliamo affrontare davvero il tema del ricambio generazionale". Lo ha spiegato il segretario generale Feneal Uil, Mauro Franzolini.
"Nei prossimi anni una quota rilevante degli addetti del settore raggiungerà l’età pensionabile – prosegue – e dovrà essere sostituita. A rendere ancora più complessa questa sfida c’è la crisi demografica che da anni interessa il nostro Paese. Il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione riducono il numero di giovani che si affacciano al mercato del lavoro. Per questo è indispensabile investire sull’orientamento e sulla formazione delle nuove generazioni, ma è altrettanto evidente che il nostro sistema produttivo avrà bisogno anche del contributo di nuovi lavoratori provenienti dall’estero". Da qui le proposte di "governare questo fenomeno con percorsi regolari di ingresso, formazione e integrazione rappresenta una necessità per il futuro delle costruzioni e dell’intero Paese". Per riportare i giovani nei cantieri, infatti, non bastano gli incentivi ma "occorre rafforzare il legame tra scuola, formazione e imprese e valorizzare l’immagine di un settore che oggi investe in innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e competenze". "Serve una strategia che affronti insieme ricambio generazionale e integrazione dei lavoratori immigrati – conclude – perché un cantiere è davvero moderno non quando utilizza soltanto le tecnologie più avanzate, ma quando nessuno viene lasciato indietro".







