La Radioterapia resterà a Carpi e troverà spazio all’interno del nuovo ospedale, confermando il modello dell’équipe unica interaziendale. La decisione è stata approvata all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Modena, su proposta delle Direzioni generali dell’Ausl e dell’Aou di Modena. Il provvedimento sancisce il mantenimento del presidio radioterapico carpigiano, che affianca i quattro acceleratori lineari del Policlinico, valorizzando la scelta della prossimità delle cure per i pazienti oncologici dell’Area Nord. La Radioterapia - trattamento ambulatoriale a frequenza ripetuta - richiede infatti spostamenti frequenti: preservare il servizio sul territorio riduce il disagio per malati e famiglie, riaffermando la natura pubblica del sistema sanitario. La scelta si inserisce nel più ampio ripensamento della rete ospedaliera provinciale e nella progettazione del nuovo ospedale di Carpi, concepito in stretta complementarità con Mirandola. La sinergia dà vita a una filiera territoriale forte che comprende la Breast Unit, il ‘Percorso donna’, l’Hospice di San Possidonio e il Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia, potenziando inoltre la collaborazione con il terzo settore e l’Amo. Il presidio di Carpi sarà progressivamente qualificato con un’attenzione mirata alle patologie mammarie, all’introduzione della brachiterapia e al supporto dei percorsi di chirurgia robotica urologica e ginecologica. "Non solo confermiamo un modello vincente - sottolineano il direttore generale dell’AuslMattia Altini e quello dell’Aou di Modena Luca Baldino - ma grazie alle nuove tecnologie potremo svilupparlo ulteriormente, massimizzando efficienza e sinergie tra le due strutture. Questa organizzazione negli anni si è dimostrata funzionale assicurando ai cittadini dell’Area Nord prestazioni di terzo livello senza la necessità di recarsi a Modena". Soddisfazione espressa anche dal sindaco Riccardo Righi: "La conferma della Radioterapia nasce anche dall’intesa tra Carpi e Mirandola e dalla volontà di costruire due ospedali complementari, uniti in una rete oncologica e assistenziale forte per tutta l’Area Nord. Una scelta che riconosce e valorizza il patrimonio di professionalità, solidarietà e volontariato costruito negli anni, anche grazie all’impegno prezioso di Amo".
La Radioterapia resta al Ramazzini. E sarà anche nel nuovo ospedale
Carpi, il servizio oncologico rientra nel ripensamento della rete sanitaria complementare con Mirandola.








