<p>L'undicesimo giorno di raid americani in Iran ha riportato il prezzo del greggio a livelli che non vedeva da inizio giugno: alle ore 18:30, il Wti veniva scambiato a 86 dollari al barile (+2,2%) e il Brent a 93,5 dollari (+2,7%).
Quest'ultimo aveva toccato intraday i 95 dollari.
Duranti i bombardamenti, l'esercito statunitense ha colpito la centrale nucleare di Bushehr e l'isola di Larak nello Stretto di Hormuz.
Si impenna anche il prezzo dei future sul gas naturale: 62,6 euro al MWh (+5%).</p><p>Oltre agli attacchi, anche le parole di Marco Rubio hanno contribuito all'escalation.
Il segretario di Stato americano ha affermato che Washington rimane aperta a una soluzione diplomatica, ma ha accusato Teheran di non aver rispettato gli impegni presi in precedenza: «L'Iran non è seriamente intenzionato a negoziare». </p><p>A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha poi pensato il presidente Usa Donald Trump: «Da questo momento in poi, ogni volta che l'Iran sparerà a una nave nello stretto di Hormuz, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o nella capitale Teheran», ha scritto in un post su Truth. </p><p>In risposta agli attacchi Usa, l'Iran ha bombardato le basi americane in Giordania e Bahrein e ha minacciato di colpire gli impianti energetici filo americani.











