Carrara, 23 luglio 2026 – Arrivavo nuove e più stringenti misure per garantire la sicurezza dei lavoratori e la stabilità dei versanti nelle cave. Di questi giorni la determina dirigenziale 2203 del settore Ambiente e Marmo con cui il Comune ha introdotto una prescrizione aggiuntiva per una storica cava del bacino di Torano. Il provvedimento nasce da una complessa concertazione tra gli uffici comunali, le aziende del settore e l’ingegneria mineraria dell’Asl, mettendo in luce un approccio sempre più integrato e tecnologico alla gestione del rischio geominerario. L’azienda in questione nell’agosto del 2025 aveva richiesto una revisione delle prescrizioni di sicurezza per la cava confinante, ma l’Asl aveva bloccato l’iniziativa singola, rilevando che l’area è soggetta a un piano coordinato che coinvolge tre diversi siti estrattivi confinanti. In sostanza trattandosi di un unico grande versante roccioso, qualsiasi modifica non poteva che essere condivisa e presentata da tutte le ditte coinvolte.

Il via libera dell’Asl

Dopo un iniziale stop dovuto alla mancanza di valutazioni tecniche adeguate, il via libera dell’Asl è arrivato lo scorso giugno. La nuova prescrizione impone il ripristino immediato e il mantenimento in piena efficienza del sistema di monitoraggio della parete nord sovrastante le tre cave, che conta attualmente 34 sensori. La determina specifica che deve essere mantenuta costante la piena operatività dei sensori, mentre la totale assenza di criticità geometriche o strutturali sono condizioni necessarie e vincolanti per poter proseguire l’attività di escavazione. I controlli sulla rete tecnologica dovranno essere eseguiti costantemente, di pari passo con l’avanzamento dei lavori di coltivazione della pietra. L’aspetto più innovativo del provvedimento riguarda però il futuro e i potenziali progetti di approfondimento della tecchia. L’Asl e il Comune hanno stabilito che qualsiasi futura richiesta non potrà essere presentata senza uno studio di modellazione tridimensionale avanzato. Questo studio dovrà utilizzare procedure di back analysis calibrate sui dati storici raccolti dai sensori per ricostruire l’evoluzione delle tensioni e delle deformazioni della roccia. Solo attraverso la scienza e la tecnologia 3D si potranno determinare i reali parametri fisico-meccanici del versante e validare le soglie critiche di allerta prima che si verifichi un potenziale pericolo. In altre parole prima di scavare ancora più a fondo o in galleria, le aziende devono dimostrare scientificamente che il versante reggerà, convalidando le soglie di allerta prima che si verifichi un potenziale crollo.