Le Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia ripartono nel segno di Giorgio Gosetti e del suo invito a “non mollare”. L’edizione 23, la prima senza lo storico delegato generale e fondatore della rassegna scomparso il 6 marzo scorso, ne raccoglie l’eredità con una selezione che attraversa confini geografici, interiori e psicologici, tra migrazioni, identità, memoria e ricerca di nuovi inizi: “Dedicare il festival a Giorgio era naturale. Lui lo ha fondato e molte delle persone che ancora oggi lavorano alle Giornate sono cresciute con lui. Ma custodirne l’eredità non significa fare quello che avrebbe fatto lui: significa impegnarci al massimo delle nostre possibilità. Credo che questo sia il modo migliore per mantenere vivo il suo spirito”, spiega la direttrice artistica Gaia Furrer.

La selezione comprende 25 anteprime mondiali, 14 firmate da donne, con dieci titoli in concorso, cinque eventi speciali e nove opere italiane nelle Notti Veneziane. Il filo comune è quello dello sradicamento: personaggi costretti a perdere il posto che credevano di occupare nel mondo e a ridefinire identità, affetti e appartenenze. Anche le forme si spostano, mescolando documentario e finzione, autobiografia e invenzione, archivi e presente.“Più che cercare un tema, speravo di trovare film che mi sorprendessero. E per fortuna è successo. Sono film vivi, che spesso partono in un modo e finiscono in un altro, sconfinano tra narrazione, documentario e videoarte. Ci sono film che iniziano come opere narrative e diventano documentari, altri fanno il percorso opposto. Alcuni sono più tradizionali, altri più audaci, ma tutti, per linguaggio o per contenuto, ci hanno sorpreso”.