Il filo rosso "della selezione di quest'anno è venuto abbastanza facile. Sono tutti film in cui i protagonisti si spostano, vivono un disorientamento spirituale, psicologico, interiore, ma spesso anche fisico. Attraversano confini intimi e geografici". Lo dice Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori, sezione autonoma e parallela promossa da Anac e 100autori, giunta alla 23/a edizione nell'ambito della 83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (dal 2 al 12 settembre). Il primo anno senza la guida di Giorgio Gosetti, cofondatore e a lungo delegato generale scomparso a marzo. A lui è dedicata quest'edizione; è stato creato inoltre in suo onore il "Laguna Film Lab. Residenza artistica Giorgio Gosetti", in collaborazione con l'iniziativa sul cinema del reale curata da ZaLab a Chioggia. "È chiaro che tutti questi mesi passati e tutto il nostro lavoro sono dedicati a Giorgio" sottolinea commossa Furrer.
Tornando al programma delle Giornate (che hanno quest'anno come main sponsor Siae), dalle 1.036 candidature provenienti da 114 Paesi ha preso vita la selezione 2026, con 25 anteprime mondiali di cui 14 dirette da donne e 13 di nazionalità italiana: 10 film in concorso, uno di chiusura fuori concorso, 5 eventi speciali e nove titoli di Notti Veneziane, realizzate in accordo con Isola Edipo. Unico italiano in gara è Balcanica, opera prima di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis. La storia parte dalla fuga dall'Afghanistan, quando la musica viene proibita, di un direttore d'orchestra (Babak Karimi) e suo figlio suonatore di tuba. Insieme cercano un nuovo inizio lungo la rotta balcanica, dove tra controlli e respingimenti, incroceranno una dottoressa italiana (De Angelis, che è anche produttrice associata del film).











