Le piscine con bocchettoni di aspirazione fuori norma vanno incontro alla chiusura. Lo prevede un emendamento al decreto legge sport in esame in Aula alla Camera. La proposta di modifica bipartisan, presentata dalla commissione Cultura e sostenuta da tutti i gruppi, si applica a «tutte le piscine, pubbliche, private, aperte al pubblico o collettive», come dice la deputata della Lega Laura Cavandoli.
Se non viene sanata la mancanza, la proposta prevede la chiusura dell'impianto. L'emendamento, viene spiegato dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli, nasce «anche alla luce degli ultimi incidenti, in modo da garantire che nelle piscine ci siano tutte le attenzioni previste dal punto di vista tecnologico per evitare che i flussi di aspirazione comportino rischi per i bagnanti». L'emendamento è stato presentato in Aula nel pomeriggio, accantonato e verrà votato domani. I precedenti E’ di questa mattina la tragedia alle porte di Roma dove un bimbo di 5 anni è morto mentre faceva il bagno in una piscina comunale a Monterotondo, durante le attività di un centro estivo. A quanto ricostruito il piccolo, mentre si trovava in acqua assieme ad altri 15 bimbi, avrebbe accusato un malore. Inutili le manovre di rianimazione: per salvarlo è stato attivato anche l'elisoccorso, ma non c'è stato nulla da fare. E’ solo l’ultimo di una serie di casi. Pochi giorni fa la notizia della morte di Alice Ferrari, 11 anni, rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione ai bagni Segesta di Sestri Levante. Nella piscina di un hotel di Milano Marittima è annegata, invece, a 4 anni Magdalena Kaiser.










