La Dda di Milano ha chiuso le indagini su quattro indagati tra presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio di Nicola Vivaldo, il 66enne, originario di Isca sullo Ionio, ucciso in un agguato da un commando di fuoco con 4 colpi di pistola, sparati a distanza ravvicinata, poco prima della mezzanotte il 23 febbraio del 2000 a Rho. Si tratta di Vincenzo Gallace, 77 anni, di Guardavalle; Vincenzo Rispoli, 62 anni, di Cirò Marina; Massimo Rosi, 57 anni di Legnano; Stefano Sanfilippo, 79 anni, residente a Pogliano Milanese, mentre per altri tre indagati Stefano Scatolini, 58 anni, di Legnano, Bruno Gallace, 53 anni, di Guardavalle e il collaboratore di giustizia Emanuele De Castro si procede separatamente.

Il movente

Un agguato voluto dal vertice della cosca di ‘ndrangheta di Guardavalle Vincenzo Gallace e dal capo della locale di Legnano-Lonate Pozzolo Vincenzo Rispoli, perché Vivaldo, ritenuto un informatore dei carabinieri e responsabile dell’arresto di alcuni affiliati alla cosca Gallace, andava fermato. Rispoli avrebbe dato mandato dell’esecuzione materiale del delitto e della predisposizione dei mezzi necessari per eseguire la condanna a morte del 66enne a Massimo Rosi (all’epoca capo società della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo), a Emanuele De Castro, suoi uomini di fiducia e a Stefano Scatolini.