L’accordo siglato tra il segretario generale del ministero degli Affari Esteri Riccardo Guariglia e il direttore generale del Dis Vittorio Rizzi può rappresentare un importante tassello per rafforzare una consapevole cultura della sicurezza nazionale all’interno delle istituzioni. La riflessione di Mario Caligiuri, professore all’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence
Il recentissimo accordo tra Ministero degli Affari Esteri e Dis sulle informazioni classificate nelle intese internazionali riafferma la collaborazione tra due fondamentali istituzioni della Repubblica. Nello stesso tempo invita a riflettere su tre aspetti interessanti: il rapporto tra diplomazia e intelligence, le intese internazionali e le informazioni classificate.
Il tutto alla luce della sicurezza dello Stato che è il bene costituzionale preminente, che consente l’esercizio di tutti gli altri diritti, garantendo la stabilità delle istituzioni, a cominciare dall’integrità del patto sociale con i cittadini.
Diplomazia e intelligence hanno un rapporto che affonda le radici nella notte dei tempi: sono due funzioni della sovranità nazionale, che rispondono al potere esecutivo e trattano le informazioni agendo, rispettivamente, a livello pubblico e a livello riservato, sopra il pelo dell’acqua e sotto il pelo dell’acqua. Pertanto lavorare insieme diventa naturale. Con il protocollo di intesa questo rapporto viene adesso regolamentato attraverso una serie di procedure, per evitare frammentazioni, ritardi, sovrapposizioni.






