La Corte dei conti analizza le passate stagioni degli incentivi Automotive per auto elettriche e a basse emissioni di CO₂.
Il succo è semplice, anche se il messaggio è amaro: impegnati 3 miliardi di euro, ma resta incerto l’impatto reale sulla riduzione delle emissioni di CO₂. Una conclusione che stride un po’ con le premesse che hanno animato l’intera campagna ecobonus.
L’analisi condotta dalla Corte dei conti sulla gestione degli Ecobonus – gli incentivi introdotti dalla legge di bilancio 2019 per sostenere l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni di CO₂ – mette in luce il bilancio operativo di una misura imponente, evidenziando al contempo il deficit di monitoraggio in termini di impatto ambientale e la necessità di una profonda semplificazione normativa.
I risultati dell’indagine condotta dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato sono stati approvati con la Delibera n. 51/2026/G. L’analisi si è concentrata sull’evoluzione degli incentivi destinati alla mobilità sostenibile, erogati tramite sconti praticati dai concessionari sui veicoli elettrici e ibridi (con o senza rottamazione) e successivamente recuperati dai produttori mediante compensazione dei crediti d’imposta.






