L’entrata in vigore della Section 851 amplia la pressione americana sulle aziende cinesi considerate vicine all’apparato militare di Pechino, coinvolgendo anche lobbyist, consulenti e contractor che operano con il Pentagono. Le imprese interessate dovranno verificare i rapporti dei propri rappresentanti esterni. Washington punta così a isolare non solo i gruppi cinesi, ma anche l’ecosistema commerciale che ne sostiene gli interessi negli Stati Uniti
Il Dipartimento della Difesa stringe il perimetro attorno alle aziende cinesi considerate legate all’apparato militare di Pechino, intervenendo sia sui rapporti commerciali diretti sia sulla rete di rappresentanza che opera a Washington.
Con l’entrata in vigore della Section 851 del National Defense Authorization Act per il 2025, il dipartimento non può più stipulare contratti con imprese che si affidano a lobbyist impegnati anche per società inserite nella Section 1260H List, l’elenco delle aziende militari cinesi attive direttamente o indirettamente negli Stati Uniti.
Il divieto riguarda anche le società controllanti e le controllate del contractor e si applica anche quando l’attività di lobbying per il cliente cinese non ha alcun legame con il contratto della difesa.






