A un anno e mezzo dall'entrata in vigore della disciplina sulle dimissioni per fatti concludenti, emergono i primi effetti economici della misura introdotta dal Collegato Lavoro. Secondo le stime elaborate dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sulla base dei dati dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell'Inps, il nuovo sistema ha consentito un risparmio complessivo superiore a 180 milioni di euro. La quota più consistente riguarda la finanza pubblica, che avrebbe evitato una spesa di circa 151 milioni di euro grazie alla mancata erogazione della Naspi nei casi di abbandono del posto di lavoro, mentre oltre 30 milioni rappresentano il beneficio economico per le imprese, che non hanno dovuto versare il ticket di licenziamento previsto in altre ipotesi di cessazione del rapporto. Il garante della privacy: «Sui dati serve equilibrio tra democrazia e innovazione»