“Abbiamo vinto, è quattro mesi che ci lavoro”. Le parole di Giancarlo Giorgetti rompono l'attesa del pomeriggio romano e siglano la fine di una complessa rincorsa diplomatica. Uscendo dall’Aula della Camera prima del question time, il ministro dell'Economia esulta con un cenno della mano davanti ai cronisti. Il voto segreto degli ambasciatori degli Stati membri Ue ha appena incoronato Carlo Comporti nuovo presidente dell’Esma (European securities and markets authority), la Consob europea, superando la sfidante danese Karen Dortea Abelskov. Un traguardo - che lo stesso Giorgetti definisce in una nota ufficiale "un riconoscimento alla persona e all'Italia". L'affermazione riporta un tecnico tricolore ai vertici del mercato continentale e chiude una partita iniziata in primavera. L'elezione all'autorità parigina non rappresenta un evento isolato o una pura scelta tecnica, ma si incastra a pieno titolo nel complesso risiko delle nomine europee. La presidenza dell'Esma costituisce un tassello cruciale all'interno del bilancino di potere tra gli Stati membri in vista della grande partita del 2027, quando scadranno i mandati di vertice in diverse istituzioni comunitarie, a cominciare dai seggi chiave della Banca centrale europea (Bce). Piazzare un proprio nome alla guida dell'ente che vigila sui mercati finanziari fornisce a Roma una pedina di peso nello scacchiere continentale, compensando le tensioni accumulate su altri tavoli e anticipando le future contrattazioni per il rinnovo del vertice dell’Eurotower. Scranno su cui si sono già mossi due nomi di peso come Klaas Knot, governatore della De Nederlandsche Bank (la banca centrale dei Paesi Bassi) dal 2011 al 2025 e numero uno del Financial Stability Board, e Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) e già governatore del Banco de España. Una strategia rivendicata dal titolare di via XX Settembre, il quale ha ricordato che "il risultato di oggi è frutto del metodo di lavoro che adottiamo dall'inizio di questa legislatura e conferma della ritrovata credibilità in Europa del nostro Paese e del governo". Dietro l'acronimo Esma si cela del resto l'autorità suprema che fissa le regole dei mercati finanziari europei. Nata nel 2011 per arginare le falle palesate durante la crisi finanziaria globale, l'agenzia non si limita a stilare raccomandazioni. L'ente sorveglia le agenzie di rating, supervisiona i depositari centrali di titoli, regola l'intricato mercato dei derivati e cerca di tutelare l'ecosistema da shock sistemici. Lo stesso ministro ha inquadrato il perimetro di azione sottolineando che "l'Esma ricopre un ruolo strategico e in futuro è destinata a svilupparsi come Consob europea". In una fase storica nella quale Bruxelles tenta di completare l'Unione dei Mercati dei Capitali per frenare la fuga di investimenti verso Wall Street, l'istituzione ha il compito di abbattere i vecchi recinti normativi per creare un bacino unico di liquidità attraverso 27 giurisdizioni differenti. A guidare questa articolata macchina burocratica non andrà un civil servant dal percorso lineare, bensì un professionista dal curriculum ibrido, diviso tra le istituzioni pubbliche e i salotti della grande consulenza. Classe 1966, senese, laureato in Giurisprudenza e in possesso di un dottorato in Diritto della Banca e del Mercato Finanziario conseguito nel 1995 nell’ateneo toscano, Comporti inizia la sua traiettoria in Consob tra il 1994 e il 1997. Seguono i periodi di distacco istituzionale all'estero, prima nel 2001 presso la Bce a Francoforte e poi nel 2002 in Commissione Europea a Bruxelles. A partire dal 2003 si trasferisce nella capitale francese per guidare il Cesr (Committee of European securities regulators), il precursore dell'attuale agenzia, diventandone segretario generale dal 2008 al 2010 e assistendo alla nascita dell'Esma nel 2011. In quello stesso anno arriva il cambio professionale. Il dirigente varca la linea di confine e passa al settore privato approdando in Promontory Financial Group, società di consulenza strategica poi acquisita da Ibm. Diventa amministratore delegato per l'Italia e direttore operativo per l'Europa, ruoli ricoperti fino al 2022. Il rientro nell'amministrazione pubblica porta la firma di Mario Draghi. Nel febbraio del 2022 l'allora presidente del Consiglio richiama il manager a Roma per affidargli la carica di commissario Consob, in sostituzione dell'uscente Carmine Di Noia, con un mandato blindato fino al 31 marzo 2027. Questa mossa ha permesso di ricucire il legame con la vigilanza nazionale, strutturando il terreno per la successiva ascesa internazionale, cementata alla fine del 2024 con l'ingresso nel consiglio di amministrazione della stessa Esma. Un profilo esecutivo completato da una solida attività accademica svolta tra il 1999 e il 2007 nelle aule universitarie di Siena come docente di Diritto Commerciale, base dottrinale utile per decrittare i labirinti normativi comunitari. Il mandato che si apre a Parigi impone ora un pragmatismo misurato. Il nuovo vertice dovrà conciliare le resistenze dei Paesi nord europei, da sempre riluttanti a cedere sovranità nella supervisione finanziaria, con le istanze di coordinamento avanzate dal blocco mediterraneo. Le emergenze operative non mancano. Sul tavolo dell'autorità pesano dossier complessi legati all'applicazione dell'intelligenza artificiale ai sistemi di negoziazione, le regole per la transizione verso la finanza verde, il monitoraggio sul sistema bancario ombra e la vigilanza sui cripto-asset. Comporti affronterà queste urgenze unendo la conoscenza della macchina legislativa maturata nel settore pubblico con le dinamiche di business apprese nel privato. Un test sul campo per un organo chiamato a correggere le falle del mercato e a dettare la rotta per la sopravvivenza finanziaria del continente.
L’Italia si prende l’Esma: Comporti al vertice riapre il risiko delle nomine europee
L’esultanza di Giorgetti dopo il voto degli ambasciatori: “Riconoscimento per il Paese”. Il giurista senese guiderà l’autorità dei mercati finanziari, una pedi…










