Il comitato per la tutela degli ex Mercati Generali di via Ostiense contesta l’impatto climatico del progetto e interrompe il Consiglio del Municipio VIII per chiedere un confronto pubblico.
Dieci palazzi alti fino a sette piani, piazze pavimentate, parcheggi e grandi impianti di climatizzazione. Tutto dentro gli 8,5 ettari degli ex Mercati Generali di via Ostiense, un'area che in vent’anni di abbandono ha avuto almeno il tempo di riprendersi un po' di verde. È qui che, secondo il comitato civico che si oppone al progetto, potrebbe nascere una gigantesca bolla di calore nel quadrante sud di Roma. Per riportare la questione al centro del dibattito, mercoledì 22 luglio alcuni attivisti hanno interrotto il Consiglio del Municipio VIII: "Abbiamo chiesto che il municipio sia presente alla conferenza dei servizi decisoria in corso", spiega a Fanpage.it Alessandro Bartoloni, rappresentante del comitato.
Gli attivisti del Comitato Civico per la Tutela degli Ex Mercati Generali a colloquio con i rappresentanti del Municipio VIII L'impatto ambientale della rigenerazione urbana degli ex Mercati Generali Il punto sollevato dal comitato è semplice: se si sostituiscono vegetazione, terreno permeabile e uno specchio d’acqua con cemento, asfalto e condizionatori, è difficile aspettarsi che il quartiere diventi più fresco. Nel progetto presentato dalla società texana Hines sono previsti uno studentato da duemila posti letto, una struttura ricettiva, palestre, ristoranti, spazi aperti pavimentati e parcheggi. Per gli attivisti, il risultato rischia di essere un nuovo polo urbano capace di trattenere calore anziché disperderlo. "La crisi climatica che stiamo già vivendo sulla nostra pelle ci ricorda che cementificare quell’area peggiorerebbe una situazione già grave – scrive il Comitato civico per la Tutela dell’area degli ex Mercati Generali in un comunicato -. Dal 2004, data della prima concessione dell’area ex Mercati, le temperature massime sono aumentate di oltre 10°C nell’80% della città". Citando il Piano Clima di Roma e alcune ricerche scientifiche, il comitato sostiene che la scomparsa di uno specchio d’acqua possa aumentare la temperatura locale fino a due gradi. Altri due gradi potrebbero arrivare dal calore prodotto dai grandi impianti di condizionamento, necessari in un'area la cui densità abitativa schizzerebbe in alto. Tra una superficie cementificata e una zona alberata, invece, la differenza termica potrebbe toccare i cinque gradi. Numeri che potrebbero comportare un peggioramento sensibile del microclima di un’area già colpita dalle estati sempre più roventi.








