Roma, 22 lug. (askanews) – “Scarpe rotte”, di Roberta Torre, è il film d’apertura delle Notti Veneziane, sezione delle Giornate degli Autori in accordo con l’Isola di Edipo. Interpretato da Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, racconta in che modo a volte il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.
Roma, durante la Seconda Guerra Mondiale. Clara e Vera trascorrono il tempo in casa: bevono il tè, mettono in ordine, parlano. Clara e Vera parlano di tutto. Di ciò che è accaduto all’una e all’altra, di chi non c’è, di chi manca. Al centro dei loro discorsi – come un leitmotiv musicale, e come un’occasione per parlare di ciò di cui non si può parlare – ci sono le scarpe. Che dovrebbero essere intere, se non addirittura eleganti almeno decenti, e invece sono rotte, piene di spaccature, con la suola che si stacca; ma ci sono solo quelle, bisogna arrangiarsi, esserne orgogliosi e persino – anche se in tempo di guerra sembra assurdo – un poco gioirne. Perché allora non organizzare un concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti? Scarpe rotte racconta la storia di due donne e del loro legame. Racconta in che modo, a volte, il sogno ha la capacità di tenere a bada il caos del mondo.









