L’app che ha inventato lo swipe cambia pelle: meno profili da scorrere, più intelligenza artificiale, appuntamenti di gruppo ed eventi dal vivo. Dietro la svolta c’è una domanda che riguarda tutta la Generazione Z: il dating online è arrivato al capolinea?L’app che ha inventato lo swipe cambia pelle: meno profili da scorrere, più intelligenza artificiale, appuntamenti di gruppo ed eventi dal vivo. Dietro la svolta c’è una domanda che riguarda tutta la Generazione Z: il dating online è arrivato al capolinea?Per oltre dieci anni Tinder è stato un prototipo che ha impattato significativamente nel digitale. Ha sdoganato termini come swipe o match, ha creato una gestualità tipica di un’attività. Un dito che scorre verso destra o verso sinistra, pochi secondi per decidere se una persona merita una possibilità oppure no.Oggi, però, è la stessa azienda a mettere in discussione quella formula. Non perché abbia smesso di funzionare dal punto di vista tecnico, ma perché sembra aver perso presa proprio sul pubblico che dovrebbe garantirne il futuro: la Generazione Z. Per questo Tinder ha presentato Tinder Sparks, il primo keynote della sua storia, un evento costruito sul modello delle grandi conferenze di Apple o Google, in cui ha mostrato una strategia che va ben oltre un semplice aggiornamento dell’app. Il messaggio è chiaro: meno swipe, più contesto. Meno quantità, più compatibilità.La fine dello swipe infinitoPer anni il principio delle app di dating è stato quello dell’abbondanza. Più profili si vedono, più aumentano le probabilità di trovare la persona giusta. Ma questa logica ha finito per produrre anche l’effetto opposto: la sensazione di essere intrappolati in uno scorrimento infinito, fatto di conversazioni che non iniziano mai, chat che si interrompono dopo poche battute e una continua impressione che il profilo migliore sia semplicemente quello successivo.Nel settore questo fenomeno ha ormai un nome: swipe fatigue, la stanchezza da swipe. È proprio contro questa forma di esaurimento digitale che Tinder sta costruendo la propria nuova identità. L’intelligenza artificiale diventa CupidoLa novità più importante si chiama Chemistry. Anziché lasciare agli utenti il compito di valutare centinaia di persone ogni settimana, Tinder prova a restringere il campo. Il sistema utilizza domande, preferenze dichiarate e, solo con il consenso dell’utente, anche un’analisi del rullino fotografico per individuare interessi, abitudini e tratti della personalità. L’obiettivo non è giudicare le fotografie, ma capire se una persona ama viaggiare, frequenta concerti, pratica sport o ha particolari passioni, così da proporre ogni giorno un numero limitato di profili ritenuti realmente compatibili.In altre parole, Tinder sta rinunciando a uno dei meccanismi che l’ha resa famosa: invece di chiedere agli utenti di scegliere tra migliaia di persone, sarà sempre più spesso l’algoritmo a scegliere per loro.Accanto a Chemistry arriva anche Learning Mode, un sistema che osserva le preferenze espresse durante l’utilizzo dell’app per affinare rapidamente i suggerimenti e mostrare prima i profili con maggiori probabilità di interesse. Il ritorno degli appuntamenti… in compagniaIl cambiamento riguarda anche il modo in cui ci si incontraNegli ultimi mesi Tinder ha investito molto su Double Date, una funzione che permette a due amici di cercare insieme un’altra coppia di utenti. Se il match va a buon fine, la conversazione inizia in una chat di gruppo, rendendo il primo incontro meno carico di aspettative e più simile a un’uscita tra amici. Secondo i dati diffusi dalla piattaforma, la funzione ha avuto particolare successo tra gli utenti sotto i trent’anni, soprattutto tra le donne, che la percepiscono come un contesto più rilassato e sicuro.La novità si inserisce in una tendenza più ampia: per molti giovani il dating non è più vissuto come un’esperienza individuale, ma come qualcosa che coinvolge anche il proprio gruppo di amici. L’app vuole riportarti fuori dall’appIl segnale più evidente arriva però dagli eventi dal vivo. Tra le novità presentate a Tinder Sparks c’è una nuova sezione dedicata agli Events, che permette agli utenti di iscriversi a incontri organizzati dalla piattaforma, conoscere in anticipo quante persone parteciperanno e trasformare un match virtuale in un’occasione reale. Parallelamente sono in fase di test anche format di speed dating online e altre modalità di incontro pensate per ridurre la distanza tra esperienza digitale e vita quotidiana.È un ribaltamento quasi simbolico. Per anni il successo delle piattaforme digitali è stato misurato in ore trascorse davanti allo schermo. Tinder, invece, oggi sostiene che il proprio obiettivo sia l’opposto: aiutare le persone a uscire dall’app il prima possibile.Dietro il cambiamento c’è anche una crisiNaturalmente non c’è soltanto una riflessione culturale. La casa madre Match Group sta cercando di rilanciare un business che negli ultimi anni ha mostrato segnali di rallentamento, soprattutto tra i più giovani. Il nuovo amministratore delegato Spencer Rascoff ha annunciato investimenti consistenti nello sviluppo del prodotto e ha spiegato che Tinder deve adattarsi ai gusti di una generazione che vive le relazioni in modo diverso rispetto a chi, dieci anni fa, aveva accolto con entusiasmo la rivoluzione dello swipe.La stessa reputazione dell’app è cambiata. Per molti utenti Tinder è rimasta associata agli incontri occasionali e alle interazioni superficiali, mentre concorrenti come Hinge hanno costruito la propria immagine attorno all’idea di relazioni più durature. La nuova strategia punta anche a modificare questa percezione.Sta cambiando il dating, non solo TinderLa trasformazione della piattaforma racconta come per oltre un decennio il digitale ha cercato di rendere gli incontri sempre più veloci: bastavano pochi secondi per decidere se qualcuno meritasse attenzione. Oggi sembra emergere il bisogno opposto. Più informazioni, più contesto, più mediazioni. L’intelligenza artificiale filtra le possibilità, gli amici entrano nel processo decisionale e gli eventi dal vivo tornano al centro dell’esperienza.Se Tinder sente il bisogno di prendere le distanze dal modello che l’ha resa celebre, significa che forse stanno cambiando le persone, e il modo in cui ci si rapporta alle relazioni.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Tinder vuole smettere di essere Tinder
L’app che ha inventato lo swipe cambia pelle: meno profili da scorrere, più intelligenza artificiale, appuntamenti di gruppo ed eventi dal vivo. Dietro la svolt







