<p>L’Italia ha confermato il suo impegno ad arrivare a spendere il <strong>5% del pil</strong> nel prossimo decennio, «nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e naturalmente delle prerogative del Parlamento», ha dichiarato il ministro degli Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong>, in audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato sull'esito del summit della Nato di Ankara. </p> <p>Si tratta di una «una <strong>scelta di responsabilità nazionale</strong> prima ancora che un impegno preso in ambito Nato», ha aggiunto il ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, visto che «senza sicurezza non esistono crescita economica, investimenti, diritti sociali e benessere duraturo». </p> <p> </p> <p>Nella due giorni in Turchia sono stati annunciati accordi industriali tra alleati per più di <strong>50 miliardi di dollari </strong>e l'Italia «parteciperà a molti di questi progetti, con effetti positivi su tutto il comparto industriale dei grandi gruppi, delle piccole e medie imprese», ha detto il ministro Tajani.
Anche perché «abbiamo una grande industria della sicurezza, con competenze di assoluta eccellenza, e le nostre imprese hanno tutte le carte in regola per contribuire a rafforzare la sicurezza del nostro Paese e dell'intera Alleanza atlantica». </p> <ul class="leggi-anche"> <li><i>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/nato-non-solo-diplomazia-ad-ankara-contratti-miliardari-per-l-industria-della-difesa-202607071141422096">Nato, non solo diplomazia: ad Ankara si discute anche di contratti miliardari per l’industria della difesa</a></i></li> </ul> <p>Il ministro Crosetto ha invece voluto precisare che «investire nel settore della difesa non significa sottrarre risorse alla vita sociale e civile».









