«Sa perché l’incontro dell’Alleanza globale per la soluzione dei “Due Stati” si sta svolgendo a Roma? E perché anche l’incontro tra Israele e Libano, il 4 agosto, sarà ospitato qui? Perché l’Italia ha ottimi rapporti con tutti: israeliani, libanesi, palestinesi, americani, siriani e Paesi del Golfo. E con l’Iran, con cui continuiamo a confrontarci. Riconoscono il ruolo del nostro Paese». Antonio Tajani prova a unire i puntini di crisi diverse, legate però tra loro dal filo dell’instabilità globale. L’aria condizionata della Farnesina è forte. Il ministro beve un tè e mangia biscotti turchi.
Lei parla di percorso diplomatico. In Cisgiordania, però, è in corso un’escalation dei coloni. Si muovono come milizie, spesso coperti dall’Idf. Come fermarli?
«Non è semplice, se il governo di Israele li lascia fare. Alcuni ministri estremisti di Netanyahu li sostengono: pensate a Ben Gvir. Abbiamo spinto per le sanzioni. Noi condanniamo i coloni, le loro violenze e quello che fanno contro i civili palestinesi. E siamo contrari a qualsiasi annessione del territorio della Cisgiordania. Firmeremo con i sauditi un documento che condanna le aggressioni dei coloni israeliani. E i leader dell’E4 – Italia, Francia, Germania e Regno Unito – potrebbero fare lo stesso».






