<p>Il presidente Trump ha formalmente approvato un accordo storico con l’<strong>Arabia Saudita </strong>che garantirà al Paese un programma nucleare civile e potrebbe potenzialmente aprire la strada all’arricchimento dell’uranio sul territorio del regno, secondo quanto riferito da esponenti dell’amministrazione. </p> <p> </p> <p>Il nuovo accordo, della durata prevista di <strong>30 anni</strong>, ha un valore stimato in <strong>decine di miliardi</strong> di dollari.
L’intesa è stata concepita per attribuire alle <strong>società americane</strong> un ruolo centrale nello sviluppo delle <strong>infrastrutture nucleari dell’Arabia Saudita</strong>, escludendo al contempo altri concorrenti stranieri. </p> <p>Una disposizione chiave del nuovo accordo prevede che società americane costruiscano un <strong>impianto per l’arricchimento dell’uranio in Arabia Saudita</strong> qualora uno studio congiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita stabilisca che tale iniziativa sia giustificata. </p> <p>Tale clausola consentirebbe agli Stati Uniti di esercitare un’influenza sul programma nucleare saudita e, secondo gli esponenti dell’amministrazione Trump, di disporre di uno strumento per <strong>impedirne un eventuale uso a fini militari</strong>. </p> <p> </p> <h2><strong>I vantaggi per le industrie americane </strong></h2> <p>L’accordo, che dovrebbe essere sottoposto all’esame del <strong>Congresso </strong>nei prossimi giorni, è tuttavia destinato a suscitare <strong>polemiche </strong>tra molti parlamentari contrari alla diffusione della tecnologia nucleare in un Medio Oriente instabile. </p> <p>Per i legislatori sarà difficile bloccare l’intesa, poiché a tal fine sarebbe necessaria una <strong>risoluzione congiunta</strong> e, qualora fosse necessario superare un eventuale veto presidenziale, una <strong>maggioranza dei due terzi</strong>. </p> <p> </p> <p>Trump ha dato il via libera all’accordo alla fine della scorsa settimana e l’intesa dovrebbe essere firmata <strong>mercoledì 29 luglio </strong>dal segretario all’Energia degli Stati Uniti, <strong>Chris Wright</strong>, che aveva discusso dell’accordo durante la sua prima visita ufficiale all’estero nella regione, nell’aprile 2025, con il suo omologo saudita, il principe <strong>Abdulaziz bin Salman</strong>, che firmerà a sua volta l’intesa. </p> <p>«L’accordo potrebbe contribuire a rilanciare <strong>l’industria nucleare statunitense</strong>, rafforzare i rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita e impedire a Russia e Cina di assumere un ruolo strategicamente importante nel programma nucleare saudita», ha dichiarato <strong>Robert Einhorn</strong>, ex alto funzionario di lungo corso del Dipartimento di Stato, che ha fornito consulenza ad amministrazioni repubblicane e democratiche sulle questioni legate alla non proliferazione. </p> <p>«Ma, a meno che non contenga vincoli adeguati, anche sull’arricchimento, potrebbe aumentare i <strong>rischi di proliferazione nucleare</strong> in Medio Oriente e oltre», ha aggiunto Einhorn. </p> <p> </p> <ul class="leggi-anche"> <li>Leggi anche: <em><a href="https://www.milanofinanza.it/news/basta-taiwan-donald-trump-vuole-la-produzione-di-chip-negli-stati-uniti-e-lancia-la-sfida-alla-cina-su-202607030941165815" target="_blank">Basta Taiwan, Donald Trump vuole la produzione di chip negli Stati Uniti.










