Ljubisa Karović fatica a dormire, ha gli incubi. Sul corpo i segni di quel terribile incidente in volo che ha sfiorato la tragedia. La mattina del 10 luglio scorso ha rischiato di essere risucchiato fuori dal Boeing 737 di Ryanair dopo il problema a un motore ha portato alla rottura del finestrino di fianco al posto 11C, dove era seduto lui. «Sono stato fortunato perché sono ancora vivo e posso raccontarlo», dice in un’intervista con la tv britannica Itv e al Guardian. Come sta Ljubisa Ha ustioni e lividi un po’ ovunque. Sul braccio destro, all’ascella, al petto. Si deve portare per qualche settimana un collare per reggergli il collo. Padre di due figli è stato salvato dalla moglie (seduta tre file dietro) e da altri passeggeri. «Non riesco a uscire, tutto mi dà fastidio - spiega: mentalmente sono distrutto, questo ha avuto un impatto enorme sulla mia vita. Ogni volta che sento il rumore di un aereo, mi viene l’ansia». Karović, che si sta riprendendo trascorrendo i giorni in una villa affittata a Katerini, località costiera vicino a Salonicco, ricorda il rumore assordante. «L’esplosione è ciò che ricordo», racconta l’imprenditore serbo. «È il rumore prima del caos, il rumore che c’è sempre quando chiudo gli occhi per dormire». «Mi dicono che sono svenuto due volte, e di nuovo dentro l’aereo, e che il mio viso era brevemente gonfio e deformato a causa della pressione, del flusso d’aria», prosegue Karović, proprietario di una fabbrica di alluminio. L’uomo non se la sente di volare di nuovo. I medici gli hanno detto che il recupero sarà lento, dovrà tenere il collare cervicale per almeno sei settimane, al termine delle quali stabiliranno se sarà necessario un intervento chirurgico. «Allacciate sempre la cintura di sicurezza – il suo messaggio a tutti –. Non voglio che nessuno soffra quello che è successo a me». L’uomo è stato dimesso il 17 luglio, dopo una settimana in ospedale. «Sono fortunato – ammette – . Non ricordo molto e la testa e il collo mi fanno ancora male, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno». Cosa è successo il 10 luglio ll 10 luglio il volo Ryanair Salonicco-Memmingen (Germania) è rientrato poco dopo il decollo quando il Boeing 737 si è ritrovato con un motore fuori uso e un finestrino saltato. Le indagini, guidate dagli esperti americani dell’Ntsb, stanno cercando di capire le cause dell’incidente. Quando il finestrino è saltato e lui si è ritrovato con metà corpo fuori, per un paio di minuti, il velivolo viaggiava a 600 chilometri orari e a oltre 5 mila metri di quota. «Sono corsa anch’io. Nessuno dell’equipaggio ha aiutato. Sono stati i passeggeri a darci una mano», aggiunge la moglie Svetlana, seduta al posto 14C – lato corridoio, tre file dietro al marito –. «Un uomo, credo fosse albanese, è stato incredibile. Ha fatto di tutto per tirarlo dentro e poi ha cercato di bloccare il finestrino, prima con una borsa che è stata subito risucchiata fuori e poi con una valigia, che ha funzionato. Gli siamo eternamente grati».