Il remake del quarto capitolo della saga degli assassini mantiene tutti i punti di forza dell'originale, migliorando grafica e meccaniche ma senza snaturarlo. Un ritorno perfetto per i fan di lunga data e un ottimo punto d'ingresso per nuovi appassionati

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Non prendevo in mano un Assassin's Creed dai tempi di Revelations, nell'ormai lontano 2011. Per me, le vicende della saga si erano concluse con la storia di Ezio Auditore e, pur avendo guardato degli amici giocare a parti dei capitoli successivi, non mi avevano mai convinto abbastanza da decidere di dedicare loro il mio tempo. Con una sola eccezione, ovvero il Black Flag originale. Uscito nel 2013, mi aveva attratto in particolare per l'ambientazione caraibica e le battaglie navali ma, per un motivo o per l'altro, non lo avevo giocato ed era finito nella sempre crescente lista di titoli che avrei recuperato più avanti. E lì è rimasto sepolto, fino all'uscita del suo remake: Assassin's Creed: Black Flag ResyncedUn termine riduttivo, questo, visto che il gioco è stato ricostruito da zero perché il codice orginale, come spiegato dal game director Richard Knight, non poteva essere riutilizzato direttamente. Un dettaglio tecnico, ma che fa capire il lavoro dietro all'ultima fatica di Ubisoft che, a conti fatti, riusulta essere molto convincente. Il primo elemento d'impatto è sicuramente il miglioramento grafico, decisamente impressionante e capace di infondere nuova vita ai Caraibi del 1700. Il motore AnvilNext mostra i muscoli e ci regala personaggi molto espressivi e scorci splendidi nelle cutscene, mentre nelle sequenze di gameplay si possono notare le texture rinnovare e le animazioni fluide, in particolare durante i combattimenti. Anche al mare, un elemento centrale di questo capitolo, è stata dedicata molta attenzione, con un maggiore realismo della fisica dell'acqua e nella resa degli eventi atmosferici.Per quanto riguarda la trama, è rimasta quella che tutti conosciamo: la storia di Edward Kenway, il pirata diventato leggenda e che si trova invischiato nella conflitto secolare tra Templari e Assassini. Le sezioni ambientate nel presente sono state rimosse, ma l'Animus è ancora presente nella forma di "fratture virtuali" che portano a delle diramazioni di storia alternative, basate su ipotetiche scelte differenti di alcuni personaggi.Il sistema di combattimento è incentrato su schivate e parate, che se eseguite con il tempismo giusto aprono alla possibilità di un'eliminazione istantanea dell'avversario. La lama celata, uno dei simboli della saga, è utilizzabile solo per gli assassinii e non più come arma normale. Documentandomi un po' sul Black Flag originale, ho notato che in molti sottolineavano la facilità degli scontri e anche in Resynced si possono eliminare gruppi numerosi di avversari senza troppa fatica. Vi è la possibilità di alzare la difficoltà degli scontri, per chi volesse mettersi maggiormente alla prova.E ora, parliamo della nave, la Jackdaw, il fiore all'occhiello del capitolo uscito nel 2013. Le meccaniche sono rimaste invariate, visto che già funzionavano alla perfezione, con l'aggiunta di nuovi attacchi secondari. Degni di nota sono gli effetti di fumo dei cannoni, che creano una coltre tale da oscurare la visibilità e rendere difficile bersagliare i vascelli avversari. Un dettaglio che aumenta l'immersione, soprattutto per chi, come il sottoscritto, adora moddare i giochi per aggiungere elementi più realistici (ancora ricordo degli scontri nei vari Total War con le armi da fuoco in cui il campo di battaglia era diventato una massa grigia).