Com’è difficile mettere insieme parti, componenti, personalità diverse. E non solo in ambito industriale e meccanico. Una delle avventure più emozionanti (e travagliate) della vita umana è il matrimonio. Ma senza scomodare sentimenti e famiglie, chiunque abbia avuto a che fare con una comunità (condominio, lavoro, quartiere, paese intero) sa quanto sia difficile compensare le differenze, superare le diffidenze e trovare una via condivisa. Un fascino francese. La parola assemblaggio deriva direttamente dal francese assemblage. Il termine si è diffuso nella lingua italiana a partire dalla fine degli anni '50 per indicare l'unione di più parti meccaniche o informatiche. Il dizionario di Tullio De Mauro lo attesta in italiano solo dal 1963. La necessità di smontarla. Per comprenderla al meglio è opportuno scomporla: il verbo assembler significa "mettere insieme". Ha una storia molto antica ed è composto da due elementi latini: il prefisso latino ad- che indica movimento verso o avvicinamento e l'avverbio latino simul che significa "insieme" o "nello stesso tempo”. Il significato letterale è quindi "portare verso l'insieme" o "radunare nello stesso luogo”. Segnaliamo infine il suffisso francese -age: trasformato in italiano con -aggio. La meccanica e la poesia. Il primo significato di assemblaggio si trova in ambito industriale: il montare assieme le varie parti di una macchina, di un dispositivo. Ma non è stato difficile conquistarsi per estensione uno spazio in ambito figurato per indicare una raccolta di dati, notizie, documenti, non necessariamente elaborata e ordinata. Sul Corriere della Sera ne troviamo un esempio già nel 1964: “Con l’assemblaggio poetico, i singoli pezzi del discorso si montano come un meccanismo in serie”. Parentele importanti. Dallo stesso identico ceppo linguistico derivano altre parole di uso comune: assemblea, entrata in italiano già nel Trecento, che indica il raduno di più persone. E assembramento: una variante fonetica in cui il nesso -bl- del francese si è trasformato in -br- all'interno della tradizione linguistica italiana. Piccola digressione fonetica. Nel maggio 2020 l’Accademia della Crusca affidò alla linguista Luisa di Valvasone l’incarico di sciogliere i dubbi tra assembramento e assembramento. Se possiamo affermare con certezza che assemblaggio, assemblare e assemblamento nel significato di ‘montare con assemblaggio’ hanno fatto il loro ingresso nel nostro lessico a partire dalla seconda metà del Novecento - scrive Luisa di Valvasone - lo stesso non possiamo dire di assemblamento impiegato nel senso di assembramento, che è invece antico anche se oggi dismesso. Anticamente, infatti, assemblamento e assemblare non erano altro che varianti grafiche di assembramento e assembrare, ovvero erano forme allomorfiche”. Cioè varianti fonetiche o grafiche in cui si può manifestare uno stesso morfema, senza che cambi il suo significato. Scardinare la struttura lineare. L'assemblaggio in letteratura è una tecnica compositiva che consiste nell'unire frammenti di testi diversi, citazioni, ritagli di giornale o materiali eterogenei per creare un'opera nuova. A differenza del plagio, l'assemblaggio dichiara (esplicitamente o implicitamente) la provenienza dei materiali per generare nuovi significati attraverso il contrasto.La tecnica nasce nei primi decenni del Novecento, influenzata direttamente dalle arti visive (il collage cubista e dadaista).Questa tecnica riflette la frammentazione della realtà moderna, distrugge il concetto di "autore unico" e trasforma la lettura in un gioco di specchi e rimandi culturali. L’ispirazione di Eliot. Il miglior esempio di assemblaggio letterario (o montaggio letterario) è il poema La terra desolata (The Waste Land, 1922) di Thomas Stearns Eliot. Nel suo capolavoro, Eliot non scrive una narrazione lineare, ma "assembla" un mosaico culturale composto da: una moltitudine di lingue: frammenti in latino, greco, sanscrito, tedesco, francese e italiano. Fonti sacre e profane: citazioni della Bibbia e delle Upanishad indiane accostate a canzonette popolari e dialoghi da pub. E brani di letteratura classica: versi rubati e riadattati da Dante Alighieri, Shakespeare, Baudelaire e Ovidio. Non solo “Terra desolata”. Altri esempi celebri di assemblaggio e montaggio narrativo sono Ulisse di James Joyce (1922): Il capitolo "Armenti del Sole" è un assemblaggio stilistico che ripercorre l'intera evoluzione della lingua inglese, imitando i diversi stili storici (dalle origini medievali fino allo slang moderno). Trilogia USA di John Dos Passos (1930-1936): l'autore inserisce nella trama sezioni chiamate Cine-giornale (Newsreel), composte da veri titoli di giornale, ritagli di cronaca nera, discorsi politici e testi di canzoni dell'epoca, creando un assemblaggio documentaristico. Infine I versi satanici di Salman Rushdie (1988) propone un assemblaggio postmoderno che fonde teologia islamica, cultura pop britannica, cinema di Bollywood e realismo magico.
Assemblaggio, la delicatezza e le opportunità del mettere insieme le diversità
Un prestito recente dal francese, con origini latine, che non si limita all’ambito industriale







