Con l’arrivo di temporali e forti grandinate dopo le ondate di caldo, il meteorologo del CNR Giulio Betti spiega a Fanpage.it quali sono i segnali che permettono di riconoscere i fenomeni più intensi.

Dopo le ondate di caldo possono svilupparsi temporali violenti accompagnati da grandine. Il meteorologo del CNR Giulio Betti spiega quali segnali per riconoscere i fenomeni più intensi

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Prima il caldo soffocante, poi il cielo che si oscura, il vento che aumenta di intensità e la grandine che cade devastante: sono le scene che stanno segnando l’estate di diverse zone d’Italia, dove in pochi minuti un temporale si trasforma in un fenomeno estremo. Ma il cielo può avvisarci prima che accada? E se sì, quali sono i segnali a cui fare attenzione? Ne abbiamo parlato con il meteorologo del CNR Giulio Betti, che ci ha spiegato quali nubi osservare e cosa ci dicono dei temporali in arrivo. “Le nubi a mensola?” gli chiediamo subito, ma la sua risposta è netta. “Quelle ci sono quasi sempre nei temporali, non bastano per capire se arriverà una grandinata”.

Allora cosa dovremmo guardare? Quando ci troviamo davanti a un temporale, possiamo osservare la base delle precipitazioni: se la zona dove piove tende a un colore verdastro, o bianco-verdastro, significa che all’interno della nube è presente molta grandine. Quelle tonalità verdastre, dovute alla dispersione della luce attraverso il ghiaccio, indicano che nella precipitazione i chicchi di grandine prevalgono sulle gocce di pioggia, oppure che i chicchi di ghiaccio sono presenti in grandi quantità. Altri indizi dell’intensità di un temporale sono una nube più scura e uno sviluppo verso l’alto più marcato, anche se tutti questi elementi, quando osservati dal basso, possono darci davvero solo un’idea del fenomeno. Dall’alto, invece, si ha più contezza.