L’attore Pippo Di Marca, morto ieri mattina precipitando dal balcone della sua casa a Trastevere, aveva scritto un biglietto rivolto alla moglie e al figlio prima di compiere il tragico gesto. Il regista e attore teatrale era malato e la malattia lo aveva indebolito al punto da non tollerare più la sua esistenza.

L'attore e regista catanese Pippo Di Marca è morto, all'età di 86 anni, nella mattina di martedì 21 luglio, precipitando dal balcone della sua abitazione di Via di San Francesco a Ripa, nel quartiere di Trastevere a Roma. Il decesso è avvenuto sul colpo e in casa è stato trovato un biglietto che conferma le prime ipotesi di un gesto volontario e non di un incidente.

Il biglietto lasciato alla moglie e al figlio In casa, come anticipato dall'Adnkronos, è stato trovato un biglietto che il regista ha destinato alla moglie e al figlio, che il giorno del tragico accadimento erano presenti in casa. Un messaggio chiaro con il quale l'artista non ha esitato a manifestare il suo malessere: "Scusate, non ce la faccio più: non è questa la vita che voglio", avrebbe scritto, per poi compiere il gesto che lo avrebbe portato alla fine. Da tempo, infatti, combatteva con una malattia che lo aveva indebolito e che non accennava a rallentare i suoi effetti. Solo sei giorni fa, in un video pubblicato su Facebook dalla pagina Teatro in Scatola, l'attore e drammaturgo si era raccontato parlando del suo primo amore, quello per il teatro. Via San Francesco a Ripa, Trastevere, Roma. Luogo dell'abitazione di Pippo Di Marca Pippo Di Marca tra i padri del teatro d'avanguardia È stato, infatti, uno dei padri dell'avanguardia teatrale e del Meta-Teatro. Aveva incrociato nella sua carriera artisti che poi divennero colonne del teatro contemporaneo, come Carmelo Bene, Mario Ricci, Leo de Berardinis e Julian Beck. L'approccio teatrale di Pippo Di Marca era volto alla sperimentazione e alla ricerca di nuovi spazi in cui far vivere i testi che metteva in scena. Uno dei suoi ultimi spettacoli, lo scorso maggio, era stato proprio in ricordo di Carmelo Bene. Oltre al teatro, era poi apparso anche in alcuni film e, infatti, Marco Bellocchio lo aveva scelto per interpretare Giulio Andreotti ne Il Traditore.