L'attore e regista Pippo di Marca è morto a Roma dopo essere precipitato da una terrazza al quinto piano della sua abitazione nel quartiere Trastevere. Sul posto la polizia. Inutili i soccorsi per l'87enne. Tra le ipotesi una caduta accidentale o il gesto volontario. Sarebbe infatti stato trovato un biglietto nel quale l'attore spiegava di non farcela più, per una malattia, che «questa non è vita che volevo vivere».

Cosa è successo Secondo la dirigente del commissariato di zona, l'86enne sarebbe caduto accidentalmente oppure si sarebbe gettato. "Non sussistono infatti elementi riconducibili a un omicidio", ha riferito all'Adnkronos.In attesa dell'arrivo della polizia mortuaria, il corpo è ricoperto da un lenzuolo termico nel mezzo della strada adesso recintata dalle forze dell'ordine, mentre chi lo conosceva si accalca per chiedere informazioni sull'accaduto. I turisti, intanto, come se nulla fosse, continuano a fare tranquillamente colazione nel dehor del bar a tre metri dal corpo.Un po' più distante da loro, la disperazione del figlio del regista, seduto su una sedia all'incrocio con viale Trastevere, consolato dalle carezze di un'anziana conoscente.Chi era Attivo dagli anni Sessanta nell'ambito della sperimentazione teatrale, è stato tra i protagonisti dell'avanguardia teatrale italiana, sviluppando una ricerca artistica influenzata dalle avanguardie storiche e collaborando con figure quali Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Julian Beck. È fondatore del Meta-Teatro, compagnia e spazio teatrale dedicati alla produzione e alla promozione del teatro contemporaneo.Ha esordito come attore nel 1969 al Teatro La Fede di Roma con Giancarlo Nanni negli spettacoli L'imperatore della Cina e A come Alice. Poi nel ‘71 ha debuttato anche come regista con Evento-Collage n. 1. Nello stesso periodo ha frequentato l'ambiente della neoavanguardia teatrale romana, entrando in contatto con importanti artisti quali Julian Beck del Living Theatre, Carmelo Bene e Leo de Berardinis.Negli anni Settanta si è dedicato a una personale ricerca scenica, integrando elementi performativi, visivi e letterari. Ha partecipato alle principali rassegne del nuovo teatro italiano promosse da Franco Quadri, Giuseppe Bartolucci e Filiberto Menna. Nello stesso periodo ha individuato in Lautréamont e Marcel Duchamp due riferimenti centrali della propria poetica, dedicando loro numerosi spettacoli, tra cui Il conte di Lautréamont rappresenta i Canti di Maldoror (1976) e la serie di lavori riuniti sotto il titolo Omaggio a Duchamp.Importante nella sua carriera è stato il Meta-Teatro, fondato come luogo di creazione artistica e di incontro tra differenti esperienze della ricerca teatrale contemporanea. Dagli anni Duemila si è dedicato sempre più alla regia, ai testi e all’organizzatore culturale. Nel 1999 ha pubblicato il volume Tra memoria e presente e nel 2007 ha inaugurato una nuova sede del Meta-Teatro con una lettura scenica dedicata a Carmelo Bene.Altro autore di riferimento per Di Marca è stato James Joyce, cui ha dedicato numerosi progetti, tra i quali Bloomsday 2007 e Theatrum Mundi Show (2018). Nel 2016 la compagnia Meta-Teatro si è unita al Florian Espace di Pescara, dando vita al Florian-Metateatro, presso il quale Di Marca ha proseguito l'attività di regista e condirettore artistico.