Campo largo alla provaL'occasione di una candidatura unitaria richiesta ai leader dei partiti di centrosinistra da un appello proveniente da cittadini, esponenti della sinistra locale e intellettuali. Una candidatura che va molto oltre il campo largo. "Non voglio mettere fretta a nessuno", dice Fotia, "ma è la realtà che corre"di22 LUG 26Roma. L’occasione c’è: un’elezione suppletiva per la Camera, dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria di Francesco Cannizzaro, già parlamentare per FI. E l’occasione tira l’altra: quella di una candidatura unitaria richiesta ai leader dei partiti di centrosinistra da un appello proveniente da cittadini, esponenti della sinistra locale e intellettuali. Una candidatura non circoscritta al campo largo, ma estesa a un campo XXL che va da Rifondazione ad Azione, passando per Avs, Mimmo Lucano, Casa Riformista, Pina Picierno e numerosi soggetti civici e politici moderati. Non un miraggio, ma una possibilissima prova generale pre Politiche, nel Sud dove il centrodestra teme l’effetto Vannacci. Il candidato – anzi, come dice lui stesso, “il candidato a sua insaputa”, nel senso che il suo nome è stato lanciato senza consultazione preventiva – è Carmine Fotia, giornalista, storica firma del Manifesto, vicedirettore de La7 e uomo di centrosinistra senza tessere e con un forte legame con la sua città. Ma c’è un ma: all’appello hanno risposto quasi tutti i leader interpellati, tranne la segretaria dem Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte. I numeri del 2022, anno in cui Pd e M5s, a Reggio Calabria, sono andati al voto separati, consiglierebbero di marciare unitissimi, tanto più che il centrodestra ha già un candidato (Fabio Roscioli, tesoriere di FI) e che alle comunali i dem si sono fermati al 9 per cento. L’appello pro Fotia, intanto, continua a raccogliere adesioni (tra gli altri, hanno firmato Leoluca Orlando, Linda Laura Sabbatini, Luisa Picozzi, ex-direttore centrale dell’Istat, lo scrittore Saverio Barbaro, i giornalisti Carlo Puca e Constanze Reuscher, Bobo Craxi e Claudio Signorile. Lui, Fotia, attende: “Ho avuto notizia della proposta di una mia candidatura mentre nel borgo dove vivo, Calvi dell’Umbria, lavoravo con i miei familiari a un convegno su ‘AI versus Umanesimo digitale’. Ne sono rimasto sorpreso, ma ho sentito il richiamo della mia città. La situazione è drammatica, la sinistra è ai minimi storici. La destra ha già il suo candidato; e io ho avuto il sostegno di un campo XXL. Mi viene in mente la frase del cardinale Pappalardo ai funerali di Carlo Alberto Dalla Chiesa: ‘Dum Romae consulitur Sagunto expugnatur’: “Non voglio mettere fretta a nessuno”, dice Fotia, “ma è la realtà che corre”.Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.