Da una parte ci sono oltre 300 scienziati, di cui 200 in Italia e altri sparsi per il mondo, che spaziano dalla biologia all’ingegneria, dalle neuroscienze all’economia. Dall’altra più di 6 mila studenti fra i 9 e 13 anni. Curiosi per natura lo sono entrambi questi eterogenei gruppi. Che cosa accadrebbe se si mandassero lettere – e-mail, ovviamente – nelle quali si possono fare domande gli uni agli altri su quello che fanno, sul loro lavoro, sulla ricerca? È questo il succo di “Penne Amiche della Scienza”, l’associazione italiana che nell’ultimo anno ha avuto un boom di iscritti e che ancora sta aumentando. Già superano i 360 gli scienziati che da ottobre si vedranno accoppiare ad una classe della Penisola che vuole intraprendere questo percorso. Qualcosa che sa di antico, uno scambio epistolare, ma in chiave moderna: ci si mandano diverse immagini, articoli e, spesso, al termine dell’anno accademico si fa una chiamata (online anche quella) per discutere più liberamente. L’idea è di creare un legame diretto tra gli scienziati di oggi e quelli di domani e il progetto è nato dall’idea di Valentina Borghesani, che ha portato in Italia il format americano di “Letters to a Pre-Scientist”. Borghesani, professoressa all’Università di Ginevra, è una psicologa con un dottorato in neuroscienze cognitive e si occupa di studiare le basi neurali del linguaggio, soprattutto nella sua interazione con il pensiero e il ragionamento e quando le lingue parlate sono più di una. “Il nostro punto di forza è la diversità nei profili dei nostri volontari che permette a studenti da tutta Italia di vedersi rispecchiati nella figura dello scienziato - sostiene –. Donne, uomini, con occhiali o senza, veloci a fare i calcoli a mente o meno, bravi con le parole o no… Siamo tutti scienziati in potenza! E tutti possiamo beneficiare a lungo degli effetti di un’educazione al metodo scientifico, anche se finiamo ad occuparci di tutt’altro”. Nonostante i numeri in crescita, le classi che si iscrivono all’associazione sono moltissime e avere nuove “penne” sarebbe importante. Il formato è molto semplice: attraverso circa quattro scambi di email nel corso dell’anno ogni scienziata e ogni scienziato racconta il proprio percorso, il proprio lavoro quotidiano, e risponde alle domande della classe, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare le nuove generazioni al metodo scientifico e sfatare l'idea che la carriera scientifica sia riservata a pochi eletti. Il progetto si rivolge in particolare alle scuole della cosiddetta “provincia” italiana, spesso più lontane dai centri della scienza e iniziative di divulgazione. Una realtà nuova, frizzante e appassionata, che da 24 classi e altrettanti scienziati in pochi anni è cresciuta, fino a diventare un punto di riferimento in questo particolare ambito della divulgazione scientifica che si occupa di un’età fondamentale per lo sviluppo del pensiero critico. Perché non farlo guidati dalle parole, scritte, di uno scienziato?