La ricostruzione della Gdf: i soldi in Tunisia e gli immobili donati alla moglie. Il bonifico estero da 50 mila euro e i 480 mila ancora da dare

La raccolta di fondi di Mario Roggero non era «destinata a sopperire alle spese della propria difesa e del procedimento». Ma attestava invece «il pervicace e reiterato tentativo dello stesso di sottrarre le disponibilità di denaro a lui facenti capo alle garanzie dei creditori, in particolare al pagamento delle spese processuali». A metterlo nero su bianco è la prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Torino, dopo che il gioielliere di Grinzane Cavour aveva spostato soldi dal suo conto a un conto corrente in Tunisia. Intanto lo psichiatra Claudio Mencacci sostiene la sua capacità di intendere e di volere dopo la rapina del 2015.

La raccolta fondi di Mario Roggero

«Il gioielliere aveva già subito furti. Essere aggredito una seconda volta mette in moto un altro tipo di risposta rispetto alla prima. L’amigdala, una “mandorla“ situata nella parte più profonda del cervello, riconosce che c’è una situazione simile a quella precedente e in un istante riattiva il passato. Per questo genera prima una specie di riduzione di capacità decisionale e poi una reazione intensa», sostiene Mencacci in un’intervista al Giornale. Nel frattempo La Stampa riepiloga la vicenda delle donazioni finite sui conti esteri per sottrarre fondi alle garanzie nei confronti dei creditori. La Guardia di Finanza scrive in una nota che «Roggero chiese alla banca di credito cooperativo di Alba, Langhe, Roero e del Canavese, filiale di Gallo di Grinzane Cavour, l’esecuzione di un bonifico estero da 50 mila euro l’11 settembre 2024» a favore di altro deposito riconducibile a lui e alla moglie Mariangela Sandrone.