In piedi davanti ai pilastri costruiti per l’autostrada costiera di Mumbai sulla spiaggia di Juhu, nell’area di Mora Gaon, Manav Mangela esibisce il ricavato della battuta di pesca di due ore fatta con il cugino e lo zio quella mattina. Con questo pescato guadagnano circa 1.500 rupie (13 euro), appena sufficienti a sostenere la famiglia in una delle città più costose dell’India. Fino a trent’anni fa il loro villaggio si affacciava su un estuario e avevano un accesso facile all’acqua. Ora, però, i banchi di fanghiglia sono stati riempiti e la battigia è contaminata da rifiuti industriali e plastica.

I Mangela sono koli, la comunità indigena di pescatori che ha vissuto a Mumbai per secoli prima che la città diventasse la capitale finanziaria dell’India. Si stima che qui vivano oggi cinquecentomila koli, anche se solo il 20 per cento dipende ancora dalla pesca tradizionale per vivere. Le loro abitazioni e il loro modo di vivere sono da tempo minacciati da speculatori edilizi e da livelli tossici di inquinamento al largo delle coste della città. Ora un nuovo progetto potrebbe mettere fine a tutto.

La strada costiera, una delle più grandi opere infrastrutturali di Mumbai, che costerà 149,77 miliardi di rupie (1,3 miliardi di euro), promette spostamenti più rapidi per gli automobilisti tra l’area meridionale della metropoli e i quartieri occidentali della città. Un tratto di 10,58 chilometri tra il lungomare Marine Drive e la penisola di Worli, più a nord, è già operativo. È in costruzione un ulteriore corridoio costiero che si estende verso nord, compreso il tratto che va oltre Juhu. Se ne prevede il completamento per fasi tra il 2026 e il 2028.