HomeRiminiCronacaIl nodo degli affitti brevi: "Burocrazia e tasse frenano il mercato"L’analisi di Marco Celani (Aigab): "A Rimini viene proposto solo il 70% degli alloggi dotati di codice identificativo, pochi margini per i proprietari".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNorme sempre più stringenti e leva fiscale. Sono queste ad avere ridimensionato in modo pesante il mondo degli affitti brevi in provincia e soprattutto nel comune di Rimini.

A presentare numeri e andamento del mercato è Marco Celani presidente nazionale di Aigab, Associazione italiana gestori di affitti brevi. "Se guardiamo ai dati relativi al territorio di Rimini, vediamo una forte discrepanza tra il numero di alloggi dotati di Cin, il codice identificativo nazionale per poter svolgere l’attività, e l’effettivo numero di alloggi immessi online. C’è una differenza sensibile, che arriva al 30%. Di fatto, rispetto al totale degli alloggi con Cin, solo il 70% è sul mercato".

Tre alloggi su dieci, non vengono venduti. "Questo è un effetto delle norme e della leva fiscale che nel Paese soprattutto alcune amministrazioni stanno scegliendo, e tra queste c’è il Comune di Rimini. Vista la situazione i proprietari decidono di prendere il Cin per non far svalutare il proprio alloggio, ma poi preferiscono evitare di affittarlo". Sembra un paradosso, ma facendo i conti in tasca ai proprietari, per Celani è tutto molto più chiaro. "Da una media nazionale, un alloggio può produrre tra i 15 e i 17mila euro. Di questi al proprietario di casa finisce circa un terzo" tolta la gestione affidata al property manager e le spese relative. Le cifre non sarebbero stellari, per di più a eroderle ci penserebbero tasse e adempimenti. "Attraverso gli strumenti adottati dai Comuni, ricordo che si parla anche di aumento della Tari e così via, i margini vengono fortemente ridotti". I detrattori degli affitti brevi potrebbero vedervi un ritorno di questi appartamenti nel mercato delle locazioni a lungo termine, ma per Celani questo non accadrà.