La pizza rivelazione dell’anno è Futura. Sembra un gioco di parole ma è così, con la consegna del premio speciale One to Watch alla sede milanese di Luca Pezzetta (Futura Pizzeria Romana, appunto), che inizia l’edizione 2026 di 50 Top Pizza Italia. Le classifiche possono piacere o meno, si può essere d’accordo o meno con il risultato finale (d’altronde, dagli Oscar ai Nobel per la letteratura è così sempre) ma di sicuro ci fanno fermare e ci fanno fare un fermo immagine di un determinato settore. E quello che vediamo quest’anno ci conferma che la pizza è un linguaggio mondiale che va da Roma alla Milano di Confine Pizza e Cantina, incoronata migliore pizzeria d’Italia. Ma fa anche un giro molto più lungo.
Perché se la novità dell’anno è un romano a Milano, il pizzaiolo dell’anno è a Roma ma ha lavorato a Vienna e la pizzeria migliore d’Italia è anche lei a Milano, qualcosa è successo. E di questo qualcosa, nulla ci sorprende. Roma si trasferisce a Milano, Milano sale in cima alla classifica nazionale e chi torna dall’estero porta con sé tecniche, ambizioni e un modo diverso di pensare la pizzeria.
A raccontare le molte direzioni prese oggi dalla pizza italiana sono i premi speciali. Salvo a Napoli si distingue per la valorizzazione dell’olio, BOB Alchimia a Spicchi di Montepaone Lido per la carta dei dessert e La Fenice di Pistoia per la soddisfazione dei clienti. Palazzo Petrucci Pizzeria conquista il premio Performance dell’Anno, mentre Saccharum di Altavilla Milicia porta in Sicilia il riconoscimento Made in Italy. Milano si prende anche i premi per la migliore carta dei cocktail, assegnato a Dry, e per la proposta di pasta, vinto da Modus. Il titolo più goloso, quello di Pizza dell’Anno, va invece all’“Assoluto di Melanzane” di Seu Pizza Illuminati a Roma. Chiudono i riconoscimenti personali: Emanuele Muhaxhiri di Fra Teglia e Tonda, a Velletri, è il Giovane dell’Anno, mentre Francesco Calò di Avenida Calò, sesto nella classifica generale, viene incoronato Pizzaiolo dell’Anno.










