Circa un milione di euro, sottratti al Fondo Unico Giustizia, diretti a un esponente della ‘ndrangheta. È la grave accusa formulata dalla Procura di Milano a carico di un funzionario amministrativo, in servizio all’Ufficio gip milanese, finito al centro di una inchiesta per tentata truffa e falso con l’aggravante mafiosa e anche delle contestuali verifiche dei vertici del Tribunale milanese. Il dipendente, secondo gli inquirenti, ha tentato di far arrivare la cifra – confiscata in un procedimento – ad un uomo della ‘ndrangheta, precisamente della “cosca Condello”.

Il 22 giugno scorso, infatti, come scrive negli atti il pm della Dda Stefano Ammendola della Procura diretta da Marcello Viola, il funzionario, 54 anni, in concorso con un 40enne condannato in via definitiva per associazione mafiosa anche per aver favorito la “ventennale latitanza” del boss Domenico Condello, avrebbe tentato di “appropriarsi” di 989mila euro, su un totale di quasi 2 milioni di euro che erano congelati, dopo la confisca, nel Fondo Unico Giustizia. Il dipendente amministrativo avrebbe, infatti, compilato un modulo, con “in calce” la sua firma, e con la “disposizione di restituire” al 40enne quella somma. Equitalia Giustizia, però, dopo aver ricevuto quella richiesta di sblocco e restituzione del denaro, chiese dei “chiarimenti” il 15 luglio alla presidenza della sezione Gip. Non risultava alcun provvedimento giudiziario sulla restituzione di quei soldi e, dunque, il giorno successivo sono subito scattati gli accertamenti. Intanto, la cifra è rimasta ferma nel Fug.