«Elecciones, nunca más», «Non ci saranno più elezioni».
Daniel Ortega ha scelto l’occasione più paradossale per lanciare il nuovo motto: le celebrazioni per il 47esimo anniversario della rivoluzione contro l’interminabile dittatura del clan Somoza.
Il 19 luglio 1979, i giovani guerriglieri del Frente sandinista, movimento nazionalista e socialisteggiante, entrarono trionfanti a Managua dopo avere sconfitto il regime al grido: «Libertà o morte».
A urlarlo a squarciagola anche l’allora comandante Ortega.
La stessa persona che, meno di mezzo secolo dopo, ha deciso di formalizzare la permanenza a oltranza al potere di una nuova dinastia.










