Il presidente de facto del Nicaragua Daniel Ortega ha annunciato che nel Paese non ci saranno più elezioni, impedendo alle opposizioni di insediarsi al governo al termine dei suoi quasi due decenni di mandato, segnando così un ulteriore rafforzamento del suo controllo e della moglie Rosario Murillo sulle istituzioni.

Durante un discorso per l’anniversario della Rivoluzione sandinista del 1979, Ortega ha annunciato che “qui non ci saranno più elezioni per evitare che tentino di prendere il governo e il potere”, aggiungendo che “i giorni in cui partiti sostenuti dagli yankee e dai somozisti – i sostenitori della dinastia Somoza, la famiglia che ha governato il Nicaragua in modo dittatoriale per oltre 40 anni, dal 1937 fino alla rivoluzione sandinista del 1979 – sarebbero tornati al potere sono finiti”. L’annuncio annulla di fatto le prossime elezioni in Nicaragua, che si sarebbero dovute tenere a novembre 2027 dopo che una serie di riforme costituzionali avevano esteso il mandato presidenziale da cinque a sei anni e ampliato i poteri di Ortega e della moglie, nominata “copresidente”.

Marxista radicale in gioventù e leader di una rivoluzione contro un autocrate sostenuto dagli Stati Uniti, Ortega, 80 anni, è al potere dal 10 gennaio 2007, dopo un precedente mandato negli anni Ottanta. Da allora ha intrapreso diverse misure per riscrivere la costituzione e reprimere il dissenso politico. Dopo l’arresto dei principali candidati presidenziali rivali di Ortega, le elezioni del 2021 erano state contestate dall’opposizione e dalla comunità internazionale e sono tuttora considerate illegittime. Dal 2018, anno in cui si sono verificate grandi proteste di massa, il Nicaragua ha inoltre chiuso più di 5mila organizzazioni, in gran parte religiose, e costretto migliaia di persone a fuggire dal Paese. All’inizio di luglio, il governo Ortega-Murillo ha revocato a moltissimi avvocati l’abilitazione all’esercizio della professione, in quella che gli esperti delle Nazioni Unite hanno definito una “epurazione della professione forense”. Secondo il gruppo Mechanism for Recognition of Political Prisoners, che tiene traccia dei casi, almeno 46 persone sono incarcerate per tali motivi, sebbene il Nicaragua neghi di detenere prigionieri politici.