Ci sono altri due indagati per la morte del 15enne folgorato durante una serata al luna park di Spotorno (Savona) giovedì scorso: si tratta di un tecnico che ha eseguito il collaudo e di un ingegnere che ha fatto la verifica annuale sul “calciometro”, l’attrazione dove si è verificata la tragedia.
Immagine di repertorio
Sale a tre il numero degli indagati per la morte di Alessio, il 15enne originario di Saronno folgorato al luna park di Spotorno (Savona) dove era in vacanza con un amico e i genitori di quest'ultimo. Dopo il titolare del "calciometro", l'attrazione dove si è verificata la tragedia giovedì scorso, la Procura ha notificato l'avviso di garanzia a un tecnico che ha eseguito il collaudo e un ingegnere che ha fatto la verifica annuale sul baraccone. Il fascicolo è stato aperto per omicidio colposo.
Stando a quanto ricostruito finora, il giovane è morto proprio mentre provava il "calciometro", attrazione che misura la forza del calcio dato a una palla. A non avere funzionato, secondo le ipotesi degli investigatori, il salvavita. Il padre del 15enne ha spiegato – parlando al Secolo XIX – che il figlio non si era tolto le scarpe per calciare. Dettaglio questo non da poco. L'adolescente, giocatore dell'Amor Sportiva di Saronno, poche ore prima di quella tragica serata sulla zona si era abbattuto un forte acquazzone. La pioggia, secondo questa ipotesi, potrebbe aver infiltrato la centralina elettrica del gioco e quando il ragazzo ha tirato il calcio – forse a piedi nudi – potrebbe aver sfiorato la parte metallica della struttura. La scarica, potentissima, ha provocato l'arresto cardiaco e respiratorio. E per lui non c'è stato nulla da fare. Ma su questo si sta procedendo a tutte le verifiche del caso.










