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Massimiliano Nerozzi, nostro inviato a New York

Le stelle del football americano lanciano la protesta social #WorthTheCost contro i campi sintetici. Il sindacato denuncia: «Con i manti artificiali gli infortuni alle gambe aumentano del 28%».

L’erba del vicino — quella del Mondiale — è sempre più verde, anche per il mondo perfetto del football Nfl, la più grande fabbrica sportiva di quattrini del pianeta: da Caleb Williams (quarterback dei Chicago Bears) a George Kittle (Tight end dei San Francisco 49ers) a Breece Hall e Jaxson Dart, stelle dei New York Jets e dei Giants, tantissimi giocatori hanno fatto partire la protesta per chiedere alle squadre di lasciare i campi sintetici per l’erba.

Secondo il sindacato dei giocatori dell’Nfl, tutto parte da una questione di incolumità ortopedica: i manti sintetici trattengono infatti maggiormente i tacchetti rispetto all'erba naturale, aumentando del 28 per cento il tasso di infortuni non da contatto agli arti inferiori (come la rottura del legamento crociato anteriore o distorsioni alla caviglia). Solo che i proprietari delle franchigie preferiscono il sintetico perché richiede molta meno manutenzione e permette di affittare gli stadi per concerti ed eventi commerciali continui senza rovinare il terreno di gioco.