ROMA - Una nuova ricerca condotta da Economist Enterprise con il supporto di Brembo, intitolata “Safety in motion: Driving trust in modern mobility”, ha evidenziato un forte divario tra la percezione di sicurezza del pubblico e il giudizio degli addetti ai lavori. Lo studio ha coinvolto utenti e professionisti del settore in 10 tra i principali Paesi produttori di veicoli (Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Uk e Usa), responsabili da soli di circa il 75% della produzione automotive globale.
Il dato principale emerso dallo studio rivela che ben il 90% delle persone si dichiara sicuro durante i propri spostamenti quotidiani, mentre meno della metà degli esperti (il 45%) condivide questa visione. Questa eccessiva fiducia del pubblico risulta particolarmente marcata proprio nelle nazioni in cui il tasso di mortalità stradale è più elevato. In mercati come Brasile, Cina e India, il 94% degli utenti si sente al sicuro a fronte di appena il 18% dei professionisti che ritiene il sistema protetto; una discrepanza critica se si considera che in questi Paesi si registra una media di 16,2 decessi ogni 100.000 abitanti, circa il doppio rispetto alla media globale rilevata dallo studio. La percezione varia inoltre in base al reddito e all'età: le fasce a basso reddito mostrano livelli di fiducia significativamente minori rispetto a quelle benestanti, mentre sul piano generazionale i Millennial risultano i più ottimisti (94%) e la Gen Z insieme ai Baby Boomer si confermano i più scettici.






