La sicurezza stradale è un tema sempre difficile da trattare perché dipende da molteplici fattori, tra cui la situazione delle infrastrutture, lo stato di salute degli automobilisti e dei loro veicoli o le condizioni del traffico.
C’è, però, un aspetto, spesso sottovalutato. Lo mette in luce la ricerca Safety in motion: Driving trust in modern mobility condotta da Economist Enterprise, con il supporto di Brembo, in dieci Paesi (Brasile, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Regno Unito e Stati Uniti): il divario tra la fiducia del pubblico e la valutazione degli esperti sulla sicurezza. In particolare, nove persone su dieci dichiarano di sentirsi sicure nei propri spostamenti quotidiani su strada, mentre solo il 45% dei professionisti che progettano, realizzano e gestiscono i sistemi di mobilita condivide questa percezione.
Jean Todt, inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, durante un recente evento della Mille Miglia a Ginevra
Una fiducia mal riposta che ha delle conseguenze: da una parte può trasformarsi in un ostacolo al miglioramento dei livelli generali di sicurezza; dall’altra aumenta i rischi di incidentalità e mortalità (ogni anno in tutto il mondo 1,2 milioni di persone perdono la vita sulle strade).






