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Redazione Economia

Secondo i dati dell'Osservatorio Inps diminuiscono colf e badanti regolari: pesa il costo per le famiglie. Le lavoratrici restano quasi nove su dieci, gli stranieri sono la maggioranza e cresce il peso degli over 50

Il lavoro domestico continua a perdere occupati regolari in Italia. L'analisi dei dati dell'Osservatorio Inps evidenzia una progressiva riduzione del numero di colf e badanti registrati tra il 2016 e il 2025, con una flessione che interessa gran parte del territorio nazionale. In media, le province italiane hanno registrato un calo del 9,6% degli addetti regolari nell'ultimo decennio, ma in alcune aree del Paese la contrazione supera abbondantemente il 20%. Come è possibile vedere dalle mappe elaborate in collaborazione da Insnec e Withub sui dati Inps, le situazioni più critiche si concentrano nel Mezzogiorno. Il primato negativo spetta a Vibo Valentia, dove gli occupati regolari diminuiscono del 42,7% rispetto al 2016. Seguono Rieti (-36%), Reggio Calabria (-27,4%), Crotone (-26,5%) e Napoli, che registra un calo del 24,9%.

Perdite superiori al 20% si osservano anche a Nuoro (-23,7%), Campobasso (-22,9%), Macerata (-22,3%), Ascoli Piceno (-22,1%) e Rovigo (-21,8%).La geografia del fenomeno mostra dunque un Sud particolarmente in difficoltà, ma evidenzia anche situazioni critiche in alcune province del Centro Italia. Si tratta di territori nei quali il peso crescente del costo dell'assistenza domestica sembra incidere in misura maggiore sulla capacità delle famiglie di mantenere rapporti di lavoro regolari. «I dati dell'Osservatorio Inps evidenziano una progressiva contrazione del lavoro domestico regolare che merita un'attenta riflessione — afferma Salvatore Baldino, consigliere d'amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili —. Il calo degli iscritti, particolarmente accentuato in molte province del Mezzogiorno e a Napoli, potrebbe essere il segnale di un aumento del lavoro irregolare, ma anche della crescente difficoltà economica delle famiglie nel sostenere il costo di colf e badanti».