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Martedì l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, un ente dell’Unione Europea che gestisce i finanziamenti per l’istruzione, ha deciso di revocare 2 milioni di euro di fondi europei alla Biennale di Venezia, una delle esposizioni d’arte contemporanea più importanti al mondo. La revoca è stata decisa dopo che l’11 luglio la Commissione europea aveva raccomandato all’agenzia di togliere i finanziamenti, a causa della decisione da parte della direzione della mostra di riaprire quest’anno il padiglione della Russia, esclusa dal 2022 in seguito dell’invasione dell’Ucraina.
Prima dell’inizio della mostra la maggioranza dei paesi dell’Unione Europea si era schierata contro la riapertura del padiglione inviando una lettera di protesta, e la Commissione aveva aperto una procedura per revocare o sospendere i fondi europei, che coprivano un periodo di tempo fino al 2028.
La Commissione aveva anche detto che la riapertura del padiglione avrebbe violato il regolamento dell’Unione Europea sulle sanzioni contro la Russia, visto che è il governo russo a finanziare la partecipazione alla Biennale. Ciononostante la direzione della Biennale aveva deciso di aprire il padiglione.
















