Pietro Galli si è dimesso dal Cda di Atm, ma l’azienda non ha spiegato le ragioni. Il manager è coinvolto nell’inchiesta su Finalter ed Engineering della procura di Milano.
Nel corso della mattinata di oggi, martedì 21 luglio, Atm (l'Azienda Trasporti Milanesi) ha comunicato che il dottor Pietro Galli ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere di Amministrazione di Atm SpA.
Al momento Atm non ha fornito ulteriori dettagli sulle motivazioni che hanno portato alla decisione né ha indicato la data di efficacia delle dimissioni o i tempi per l'eventuale sostituzione del consigliere all'interno dell'organo di governance. L'azienda si è limitata a confermare la conclusione dell'incarico di Galli, senza aggiungere ulteriori informazioni. Classe 1963, Galli sedeva nel consiglio di amministrazione di Atm dal 2023 ed è stato confermato nell'incarico nel 2026. Oltre a far parte del Cda, presiedeva il Comitato Nomine e Remunerazioni ed era componente del Comitato Sostenibilità. In passato è stato uno dei principali collaboratori del sindaco di Milano Giuseppe Sala durante Expo Milano 2015.
L'inchiesta che coinvolge Galli Negli ultimi mesi il nome di Pietro Galli è emerso nell'ambito di un'indagine della procura di Milano e della guardia di finanza che riguarda la società di consulenza Finalter. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Galli deterrebbe, attraverso la moglie e la figlia, l'80 per cento della società. Il restante 20 per cento appartiene al sindaco Sala tramite un trust costituito nel 2016. Al centro degli accertamenti ci sono alcuni rapporti economici tra Finalter ed Engineering, multinazionale dell'informatica di cui Galli sarebbe consigliere di amministrazione.







